Lione-Juve 1-0: decide Tousart, Pjanic è il peggiore in campo

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Ci sarebbe un rigore su Dybala (89’) trattenuto da Guimaraes, ma nascondersi dietro l’evidente errore (Var? Spento?) di Jesús Gil Manzano sarebbe un errore per i bianconeri, ai quali tocca un severissimo esame di coscienza

LIONE - La peggiore Juventus della stagione, una delle più brutte degli ultimi nove anni in partite che contano. Raramente questa squadra era entrata in campo con agonismo così esanime e con simile lentezza fisica e mentale. Il risultato, di per sé, non compromette la qualificazione anche alla luce dello spessore tecnico-tattico del Lione, ma proprio il livello degli avversari rende più grave la sconfitta e apre dubbi sconcertanti. Non che una partita, da sola, possa cancellare quanto di buono costruito comunque dalla Juventus fin qui, ma che venga a mancare lo spirito nella partita più attesa e decisiva di questo scorcio stagionale è gravissimo. Gli ultimi venti minuti, giocati all’arrembaggio dalla Juventus, quasi costantemente nella metà campo lionese, non possono salvare la prestazione perché mancano precisione e idee, riducendo l’assedio allo snervante tentativo trovare un pertugio con un giro palla intorno all’area, che ricorda certe disperate ricerche di parcheggio in centro città. Sì, ci sarebbe un rigore su Dybala (89’) trattenuto da Guimaraes, ma nascondersi dietro l’evidente errore (Var? Spento?) di Jesús Gil Manzano sarebbe un errore per i bianconeri, ai quali tocca un severissimo esame di coscienza.

CAMPIONI ASSENTI - Anche perché sono i singoli che vengono a mancare. Pjanic è il peggiore in campo, ma Bonucci non è lui, soprattutto nel primo tempo. Bentancur è molle, Rabiot impreciso, Dybala scompare, Cuadrado non penetra. Si salvano Ronaldo e De Ligt per impegno e determinazione, ma a CR7 non riesce neppure una magia.

INIZIO ORRIBILE - Il primo tempo della Juventus è terribile: la squadra appare svuotata, senza il necessario furore agonistico, senza concentrazione, senza lucidità. Nei primi venti minuti fatica a superare lo schieramento difensivo del Lione, che chiude molto bene gli spazi fra le linee, anestetizzando Dybala e facendo defilare Ronaldo. CR7, unico bianconero dentro la partita, sembra tornare quello dello United quando per due occasioni va sulla sinistra, dribbla Dubois e crossa in mezzo in modo delizioso. Peccato non ci sia nessuno pronto ad approfittarne al 5’ e al 23’. Poi, nella seconda parte dei primi 45’, la Juventus lascia il controllo della partita agli avversari, perde le distanze, si disunisce e prende gol in modo anche sfortunato. De Ligt si fa male ricadendo da un colpo di testa e prendendo una violenta ma fortuita tacchettata di Alex Sandro. Esce per farsi medicare la profonda ferita sulla tempia destra e nel frattempo il Lione segna (24’). Aouar entra in area dalla sinistra saltando Bentancur e mette al centro per l'accorrente Tousart che approfitta della retroguardia bianconera piazzata malissimo.

RIPRESA AGGRESSIVA - Nella ripresa la Juventus parte leggermente più volitiva e tiene il Lione nella sua metà campo, ma il giro palla resta lentissimo e perlopiù prevedibile, le idee scarseggiano, le iniziative personali sono soffocate dalla compattezza difensiva francese, non si registrano movimenti senza palla. Non deve essere successo molto negli spogliatoi bianconeri durante l’intervallo, perché il primo quarto d’ora è sostanzialmente inutile. Poi esce Pjanic, in assoluto uno dei peggiori in campo, ed entra Ramsey con lo slittamento di Bentancur in mezzo. La Juventus o, meglio, alcuni giocatori della Juventus provano a quel punto la carta della rabbia a testa bassa: inizia una fase più intensa, ma improvvisata e imprecisa. Solo Dybala al 69’ entra in cronaca con un violento tiro al volo. E al 87’ sempre la Joya segna una rete annullata per fuorigioco di una manciata di centimetri.

LIONE-JUVE, TABELLINO E STATISTICHE

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