Mea culpa Pogba: il leader verso l'addio. La Juve alla finestra

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Il francese fa autocritica, ma resta il bersaglio dei tifosi: è pronto a lasciare i Red Devils. Il club bianconero sarebbe una scelta di cuore, però attenzione a Real e Psg

«I tifosi vogliono una reazione dai giocatori e l’unico modo per scusarsi con loro è dare tutto sul campo». In questo modo Paul Pogba ha chiuso la polemica nata in seguito alla sua mancata passerella sotto il settore ospiti dove i tifosi del Manchester United stazionavano in seguito al 4-0 subito sul campo dell’Everton. Parole chiare, parole da leader, che meglio precisano il suo pensiero visto che in un altro passaggio delle sue esternazioni ha bollato come “irrispettosa” la prestazione di se stesso e della squadra. Parole da leader, ma un leader solitario, a cui nessuno vuol riconoscere la leadership, nemmeno dopo 6 sconfitte nelle ultime 8 gare. Non è la prima volta che Pogba parla chiaro, ma quando in passato pronunciò parole dello stesso tenore tutto veniva letto come un attacco all’allora tecnico Mourinho. Ora è cambiata la musica, a Old Trafford si è alzato il muro a protezione di Ole Solskjaer, che il club ha scelto come tecnico dei prossimi tre anni. Gli opinionisti tv (Gary Neville su tutti), che nel caso dei Red Devils sono un prolungamento a tutti gli effetti del tifo, non hanno fatto mancare le considerazioni contro di lui. E di conseguenza le parole di Pogba vengono interpretate diversamente lasciandolo a recitare un ruolo solitario all’interno del team. Anche se le parole stesse non sono state certo più leggere: «Quello che abbiamo fatto in campo non è stato rispettoso per tutte le componenti che circondano il club - ha detto elencandole una ad una - si può perdere, ma con buone performances e orgoglio». Parole che per certi tratti possono anche suonare come una risposta accomodante nei confronti del club, pronunciate per mettere a tacere le polemiche.

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I RIFLESSI - Un Pogba che anche per questo viene dato da più parti in uscita dal Manchester United. La squadra giocherà domani sera contro il Manchester City nel derby che vale una stagione, forse per entrambe, poi Chelsea, Huddersfield e Cardiff. Sull'intero ambiente continua a aleggiare la figura di sir Alex, che da quando è tornato Solskjaer non ha mai mancato di farsi sentire, con la sua presenza e pure con qualche frase ad effetto. E quelle nei confronti di Pogba non sono mai state tenere: il grande vecchio non dimentica, e lui non avrebbe ripreso per tutti quei soldi quel ragazzino che qualche anno prima aveva preferito andarsene a parametro zero alla Juventus. Qualche mese fa, tuttavia, recuperarlo era fondamentale per le casse del club, e fu lui stesso a sostenerne il rilancio, con Solskjaeeche giurava: «Pogba è il giocatore chiave della ricostruzione». Da allora qualcosa è cambiato: quando lo United perde, Pogba è il bersaglio, anche se risulta migliore in campo. Per quanto riguarda il mercato, naturalmente, la palla è in mano a Mino Raiola. Inutile in questo momento interrogarsi su quale possa essere la destinazione preferita del francese. La Juventus sarebbe una scelta anche di cuore, il Real Madrid di prestigio internazionale ma non solo, perché qualunque giocatore vuol diventare un galattico.

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