Argentina, confermate le indiscrezioni “decidono i giocatori”: Higuain c’è

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Sampaoli assente in conferenza stampa. Mascherano: «Si tratta di arrivare a un accordo comune per il bene della Selecciòn»

INVIATO A BRONNITSY – L’antivigilia del giorno più lungo: 48 ore alla sentenza. Contro la Nigeria sarà un’altra Selecciòn, l’Argentina cambierà completamente pelle: non è più, infatti, la squadra di Sampaoli, il ct di Casilda è stato esautorato e ieri si è avuta un’altra duplice prova di questo fatto. In conferenza stampa di sono presentati in tre: El Chiqui Tapia, presidente federale, colui che ha portato El Hombrecito al timone dell’Albiceleste salvo poi contraddire se stesso e scaricarlo dopo la decisione dei giocatori di autogestirsi, Mascherano e Lucas Biglia, due della vecchia guardia, due dei reduci di Brasile 2014. E un secondo dopo che Tapia aveva terminato di smentire frizioni tra il gruppo e il ct, Mascherano dichiarava testuale, con il numero uno dell’Afa a fianco: «In tutte le squadre del mondo i giocatori danno la loro opinione, fanno sentire la propria voce con l’allenatore perché, alla fine della fiera, in campo decidiamo noi (prima conferma). Comunque qui non si tratta di imporsi uno sull’altro, si tratta di arrivare a un accordo comune che sia il bene dell’Argentina (seconda conferma)».

(…)

CHI GIOCHERÀ - E via, la Selecciòn cambia schema e interpreti. Si torna alla difesa a 4, con 3 centrocampisti e 3 punte. Ciao Caballero, ciao Agüero, ciao Pavòn, ciao Maxi Meza. “Los Amigos” hanno deciso che gli undici che proveranno a tenere vive le speranze di oltre 40 milioni di argentini saranno Armani in porta, Toto Salvio, Mercado, Otamendi e Tagliafico in difesa; Enzo Pérez, Mascherano e Banega a centrocampo; Messi, Higuaín e Di Maria in attacco. Prima chance dall’inizio per lo juventino, dunque, che al momento è in leggero vantaggio su Agüero. Chi il debutto assoluto a un Mundial lo festeggerà sicuramente, invece, è Franco Armani, portiere del River Plate e di gran lunga il preferito della gente, uno abituato alle finali, ai match dentro o fuori, e l’ha dimostrato nel 2016 in Colombia quando guidò l’Atletico Nacionàl al trionfo in Copa Libertadores.

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