La Champions League si allarga: la nuova Europa

Nel 2024 la riforma, molte proposte, una costante: più partite. Il Times rivela una formula con gironi da 6. Ma la chiave sarà la riforma del calendario Fifa

TORINO - La Champions League del 2024-25 potrebbe avere sei giorni da sei squadre, secondo il Times di Londra che ieri ha pubblicato un’indiscrezione su una nuova formula della competizione. Una delle tante che circolano sui molteplici tavoli attorno ai quali club, leghe e istituzioni discutono il futuro del torneo per club più seguito e più ricco del mondo. Perché se quella del Times può essere un’idea, non è certamente l’unica. Fino a qualche tempo fa, per esempio, sembrava molto in voga una struttura in cui lo stesso numero di squadre attuale, ovvero 32, verrebbero distribuite in quattro gironi da otto squadre, invece che in otto gironi da quattro. La differenza è ovvia: con 8 squadre in un girone, ogni club avrebbe la certezza di disputare un minimo di 14 partite, anche se venisse eliminato nella prima fase. Otto in più rispetto alle sei garantite dalla formula attuale e, quindi, la possibilità di raddoppiare gli incassi. Non solo quelli dello stadio, naturalmente, ma anche quelli televisivi (visto il moltiplicarsi delle partite da trasmettere aumenterebbe automaticamente il fatturato dei diritti) e i proventi da sponsor che vedrebbero crescere nella stessa proporzione la loro visibilità. E lo stesso ragionamente vale con i gironi da sei squadre rivelati ieri dal Times. Il nocciolo della questione è allungare la fase a gironi, in modo da garantire più partite sicure a tutti. Che è lo stesso concetto che, dalla riforma del 1991-92 in poi, è sempre stato alla base delle riformulazioni della competizione, prima di allora concepita con il più classico dei tabelloni a eliminazione diretta, che rischiava di far durare il misero spazio di due gare l’avventura di un club.

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