La Juve comanda a Madrid ma torna a casa con tanti rimpianti

© Juventus FC via Getty Images

I bianconeri escono nel secondo tempo al Wanda Metropolitano: gran tiro di Cuadrado per l'1-0, quindi il raddoppio di Matuidi. Poi l'Atletico sfrutta la sua arma preferita e trova il pari con i colpi di testa di Savic ed Herrera. CR7 sfiora il 3-2 nel recupero

TORINO - Non c'è più Godin ma l'Atletico Madrid rimane un maestro delle palle inattive. E con due colpi di testa recupera con la Juventus dopo essersi trovato sotto di due gol: finisce così 2-2, con tanti rimpianti bianconeri, il match del debutto nella fase a a gironi di Champions League. Rimpianti per il risultato, non per il gioco, visto che la Juventus vista al Wanda Metropolitano è stata ben altra cosa da quella frenata di sabato a Firenze. Una volta controllata la sfuriata iniziale dei padroni di casa, i bianconeri hanno preso in mano il match, rendendo vivacissima la ripresa con le reti di Cuadrado e Matuidi. L'Atletico ha avuto a sua volta la solita forza di carattere per reagire, con il gol di Savic giunto 4 minuti dopo il 2-0 e con l'altra deviazione acrobatica di Herrera. E la Juventus avrebbe avuto ancora la possibilità di riportarsi avanti nel recupero, ma la conclusione di Ronaldo - al termine di una spettacolare azione con tre dribbling - finisce di un niente sul fondo. Resta comunque la sostanza di una prestazione vera e di un punto strappato su un campo dove, pochi mesi fa, i bianconeri erano stato regolati 2-0 nell'andata degli ottavi.

Sarri si presenta con una sorpresa al via, scegliendo Cuadrado al posto di Bernardeschi per sostituire l'infortunato Douglas Costa. Grazie al movimento del colombiano l'assetto passa spesso dal 4-3-3 al 4-4-2 per contenere gli spagnoli. Atletico pericoloso al 10', con un contropiede a tutto campo di Joao Felix concluso con tiro che Szczesny manda in angolo: resta l'unica grande opportunità di un primo tempo in cui le squadre di controllano senza svettare l'una sull'altra. Ben altra cosa la ripresa, quando proprio Cuadrado colpisce al 3' su assist di Higuain: sinistro a giro all'incrocio che non lascia scampo a Oblak. L'Atletico avrebbe l'occasione di pareggiare, ma Gimenez manda alto di destro in area dopo bella azione sull'asse Trippier-Koke. Al 20' il 2-0, con palla profonda di Ronaldo per Alex Sandro: sul suo cross Matuidi inzucca con tempismo.

La colpa della Juve è quella di non saper tenere a lungo il doppio vantaggio e di soffrire troppo sui calci di fermo. Così, dopo 4', Savic dimezza di testa lo svantaggio su torre di Gimenez (sempre di testa) su punizione. I bianconeri, poi, hanno la colpa di sprecare la possibilità del 3-1, ancora su contropiede: Oblak dice no al rasoterra di Higuain e, sulla ribattuta, Trippier respinge sulla linea la conclusione di Matuidi. Il tempo di vedere al 42' l'esordio di Ramsey in bianconero e arriva il 2-2: angolo di Trippier e incornata vincente di Herrera. Nel recupero l'azione già ricordata di CR7, ma il 2-2 è scritto. La Juve comincia con un buon punto e tanto rammarico, in un girone che vede la Lokomotiv Mosca in testa dopo la vittoria in casa del Leverkusen, prossimo avversario il 1° ottobre a Torino.

Champions League, Atletico Madrid-Juve 2-2: tabellino e statistiche

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