Atalanta all'attacco: Gasperini a caccia di gol

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Il tecnico insiste: serve un altro elemento per far rifiatare Ilicic

CLUSONE - Al termine dell'amichevole di Clusone giocata domenica, Gian Piero Gasperini è stato molto chiaro commentando il mercato: "Bene Malinovskyi, ma ora serve un altro pezzo in attacco, un cambio per Ilicic". L'ingaggio del centrocampista ucraino ormai è cosa fatta (si attende solo l'annuncio ufficiale), ma nello scacchiere dell’Atalanta manca ancora un tassello importante: lo ha chiesto il tecnico senza girarci troppo intorno, ha parlato di un altro elemento in grado di alzare ulteriormente il livello dell'Atalanta negli ultimi 35-40 metri. L'Atalanta in questo momento ha in rosa Zapata, Gomez, Ilicic e il nuovo arrivato Muriel, dal punto di vista tecnico i due colombiani possono alternarsi mentre per Gomez c'è la nuova opzione Malinovskyi. Ilicic, tecnicamente e a livello di fantasia applicata al calcio probabilmente è il più bravo, ma non ha un cambio diretto visto che l'unico giocatore a disposizione del tecnico di Grugliasco che può giocare in avanti è Barrow. Il gambiano, al pari di Colley della Primavera, dovrebbe andare a fare esperienza in modo continuativo e quindi resta aperta la corsa a un posto nell'attacco atalantino che dovrà affrontare la prossima Champions League.



Chi può essere, dunque, il nuovo rinforzo della Dea? Il casting non è semplice, il discorso è economico ma anche tecnico e se partiamo dal ragionamento che un giocatore di primo livello costa comunque tra i 15 e i 20 milioni si finisce subito nel campo delle alternative. Il profilo ideale è quello di Simone Verdi (c’è forte anche il Toro) del Napoli ma con i partenopei non è facile trattare visto che ci sono giocatori nerazzurri che piacciono all’ombra del Vesuvio ma l’Atalanta non vuole cedere. Iago Falque e Perotti sembrano blindati a Torino e Roma, di altri nomi concreti non ne circolano e anche una “Sartorata” dall’estero in stile Malinovskyi non sembra così vicina: serve qualcuno pronto subito. Il lavoro per lo staff dirigenziale della Dea guidato dall’ad Luca Percassi non sarà affatto semplice.

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