Icardi è fuori dall'Inter, la Juve resta in attesa

© Marco Canoniero

La società bianconera conta sul gradimento del giocatore e aspetta che il prezzo cali, ma deve anche sfoltire l’attacco

Intanto Mauro Icardi cambia allenatore. Non è però Maurizio Sarri il suo nuovo tecnico: e non potrebbe essere altrimenti visto che il centravanti argentino non ha cambiato squadra. Anche il cambio di allenatore in realtà, per ora, è solo parziale: il centravanti argentino nel ritiro di Lugano continuerà infatti a svolgere il lavoro fisico sotto la guida di Antonio Conte, o dei preparatori atletici, comunque assieme al resto del gruppo. Come già avvenuto nei primi giorni di ritiro, però, Icardi e Nainggolan continueranno a non aver parte nel lavoro tattico, ma avranno comunque un tecnico a seguire la loro preparazione.

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Futuro Icardi, la strategia dell'Inter

Nella vicenda Icardi tutto vuole l’Inter fuorché rischiare un contenzioso legale. In tal senso fanno giurisprudenza le parole di Beppe Marotta nel giorno in cui l’amministratore delegato ha ufficializzato il fatto che l’ex capitano non rientrasse nel progetto Conte: «Una cosa è affermare che Icardi è sul mercato, come abbiamo fatto; una cosa è rispettare quelli che sono gli aspetti contrattuali di un accordo che prevede comunque che il calciatore debba prendere parte agli allenamenti e debba essere allenato, e noi non vogliamo assolutamente venir meno ai nostri doveri». Proprio per questo motivo è stato precettato Daniele Bernazzani che, finché Icardi non verrà venduto, gli farà da angelo custode in campo quando Conte, assieme al resto della squadra, fa allenamenti sulla tattica (stesso discorso, ovviamente, vale per Radja Nainggolan). Bernazzani - oggi dirigente del settore giovanile -, oltre ad aver allenato il Piacenza in Serie A nel 2000, ha vinto uno scudetto (2011-12) e una Coppa Italia (2005-06) con la Primavera e ha passato al fianco di José Mourinho come assistente tecnico (esperienza poi prolungata con il breve interregno Benitez). Carriera che pone l’Inter in una botte di ferro di fronte a qualsiasi tentativo di ritorsione di Wanda Nara e iniziativa che mostra quanto sia più efficiente una società che, nel 2012, si era infilata in un ginepraio dopo aver messo ai margini Wesley Sneijder.

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