Juve, ecco perché resta Allegri

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Era già deciso tutto: si riparte con la certezza che ci siano ancora grandi margini di crescita

Allegri lo stesso. Questo, in sostanza, il punto di (ri) partenza del dopo-Ajax. Come giusto, come doveroso che sia, in casa Juventus non ci si è persi più di tanto in pianti e tragedie, in riflessioni ed elucubrazioni sui massimi sistemi, bensì ci si è orientati su questioni concretissime. Quali appunto il nodo legato alla guida tecnica della prossima stagione: anzi, di più, il nodo era già stato sciolto in tempi non sospetti. E così, a una manciata di minuti dal triplice fischio che ha sancito l’eliminazione dei bianconeri dalla Coppa, il presidente Andrea Agnelli ha subito spigato che non ci sarebbe stato alcun avvicendamento tecnico: «Abbiamo la consapevolezza di avere un grande allenatore con noi e ci vedremo verso giugno per portare avanti il discorso assieme». A stretto giro di posta lo stesso Allegri gli ha fatto eco: «Con il presidente ho già parlato qualche giorno fa. Gli ho detto la mia decisione, gli ho comunicato che sarei rimasto e questa peraltro è una decisione che avevo già preso da tempo. Tra poco ci vedremo con la società e programmeremo il futuro, parleremo».

E dunque, la questione è molto semplice: in casa Juventus era già stato deciso - conoscendo i metodi di lavoro di Allegri e considerando che anche quest’anno aveva (di fatto) già centrato gli obiettivi preposti, cioè la vittoria dello scudetto e l’accesso agli ottavi/quarti di finale di Champions League - che la ricerca di un nuovo tecnico non sarebbe stata una priorità della società.

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