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Come tira Carlos! Segnali di Alcaraz

Getty Images
A quasi 4 mesi dallo stop per il ko al polso e a 20 giorni dagli US Open, lo spagnolo pare finalmente pronto

TORINO - Nel nuovo pianeta chiamato Web animato da decine di milioni di persone, non tutte intelligentissime, la velocità con cui le certezze prendono vita sono inversamente proporzionali alla durata delle stesse. Tutto vero in un attimo e in un attimo tutto finisce. Bene, a questa prima fase, in questo momento, appartiene la convinzione che Carlos Alcaraz sia ormai praticamente pronto per riprendere il suo posto per gli US Open che inizieranno il 31 agosto per chiudere il 13 settembre.

Il ritorno di Alcaraz

Fermo da metà aprile per il problema al polso, peraltro mai chiaramente illustrato nei dettagli della patologia specifica, lo spagnolo, dopo aver alimentato e dato ossigeno a coloro che lo vedevano con la carriera a rischio - “eh... il polso è infido, quanta gente non è più tornata sui propri livelli” il refrain - inverte il trend dei media diffondendo un video in cui lo si vede allenare sul cemento. Evidente come la mobilità sulle gambe sia più che buona, ma questo non è mai stato un problema. La novità, invece, riguarda l’intensità dei suoi colpi. Davvero violenti e a tutta come ai tempi belli: dritto e rovescio senza freni che fanno sperare i suoi tifosi. Se non ci saranno imprevisti di qui a fine mese si può immaginare la sua presenza nell’ultima prova dello Slam del 2026. Al torneo di New York, Alcaraz potrà dunque partecipare e se l’abitudine alla garra e all’agonismo non lo tradiranno potrà percorrere una strada non breve nel tabellone. Del resto le immagini parlano chiaro e sono eloquenti. La decisione di togliersi dal torneo di Cincinnati dopo aver fatto prima la stessa scelta con Montreal, deve essere letta non come uno stop per una ricaduta bensì come la volontà di recuperare al meglio la condizione in modo da poter dare davvero il massimo del proprio potenziale.

La crescita spagnola

In attesa del ritorno di Alcaraz sui campi dei tornei i tifosi spagnoli in questi mesi intercorsi tra maggio e agosto hanno imparato ad apprezzare due nuovi talenti iberici: Rafael Jodar e Daniel Merida Aguilar, rispettivamente numero 13 e numero 40 al mondo con prospettive di ulteriore crescita grazie al boost del torneo di Montreal in cui entrambi sono stati in grado di garantirsi almeno i quarti di finale. Dunque se l’Italia può considerarsi più che mai in salute per quel che riguarda il tennis, altrettanto può permettersi la Spagna, pronta ad affiancare ad Alcaraz altre due pedine di livello in modo da dare continuità al proprio Dna dopo l’addio del grandissimo Nadal.

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