Doppio sì o doppio no? È questo il dilemma scatenato da Reilly Opelka: "Dovrebbero sbarazzarsi al 100% del doppio, è per i singolaristi falliti. Non esistono gli specialisti del doppio, non vendono biglietti e ottengono risorse che poi non tramutano in profitto. E si lamentano anche di non guadagnare abbastanza!" - ha sentenziato Opelka, che pure ha raggiunto discreti risultati in doppio nel corso della sua carriera, vincendo un titolo all'ATP 250 di Atlanta nel 2021 (in coppia con Jannik Sinner). Le risposte ovviamente non sono tardate ad arrivare: molto profonda quella di Rohan Bopanna, 44enne indiano ex n.1 del mondo e campione Slam, vera leggenda della specialità. "Giocare in doppio e poter guadagnare da questa disciplina mi ha permesso di far scoprire il tennis a diversi bambini non privilegiati, fornendo anche un'istruzione ad oltre 30 ragazze. Ho avuto la possibilità di costruire un'accademia e a coloro che possono beneficiare di queste opportunità non interessa se il supporto provenga da risultati in singolare o in doppio: ciò che importa è che questo supporto stia cambiando delle vite", ha scritto l'indiano.
La riflessione
Uno dei primi a complimentarsi con Bopanna per il messaggio lanciato è stato Andrea Vavassori - "un incredibile essere umano prima ancora che un tennista fantastico" - che ha poi preso (figurativamente) carta e penna e ha scritto la sua opinione a riguardo. "Non ci sono alternative, nel mondo di oggi o sei bravo in singolo o sei un giocatore fallito, un tennista che ha trovato nel doppio un ripiego e niente più - l'esordio del post Instagram del torinese -. Ci sono tre discipline nel tennis: singolo, doppio e doppio misto. Ognuna di queste ha una meravigliosa storia alle spalle e, se promossa ed aiutata nel modo giusto, può portare gioia, felicità e passione agli occhi di chi guarda. Il doppio dovrebbe solo essere promosso in modo diverso, valorizzando i protagonisti che sono nel loro ambito grandi atleti. L'anno scorso Mate Pavic e Sara Errani, due leggende del nostro sport, hanno completato il Career Golden Slam, arrivando a vincere la medaglia d'oro alle Olimpiadi più tutti i quattro tornei del Grande Slam. Un’impresa incredibile, leggendaria, ma quasi nessuno ne ha parlato". La vera domanda però, anche alla luce di alcune recenti decisioni (come quella dello US Open di rivoluzionare il doppio misto, facendolo diventare di fatto un'esibizione pre-torneo per singolaristi) è la stessa con cui Vavassori conclude la sua riflessione: vogliamo davvero cambiare le cose e "riportare il doppio dove merita di stare"?