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Marco Brunetti, quando Insuperabili si tinge di azzurro

Il tecnico che da anni è un punto fermo della squadra di calcio per atleti con disabilità è stato di recente nominato CT della Nazionale Italiana FISDIR di calcio a 5, per atleti con disabilità intellettivo-relazionali)

La paura non è necessariamente qualcosa di negativo. Anzi, capita spesso di provarla quando  teniamo molto a una situazione, a una circostanza o a un risultato, proprio nei momenti prima di fare qualcosa di grande o importante. “Sta davvero capitando a me? Ce la farò? Sarò all'altezza?”.
Sono le stesse domande che si sta ponendo in questo periodo Marco Brunetti, coach di Insuperabili da poco nominato CT della Nazionale Italiana FISDIR di calcio a 5 (atleti con disabilità intellettivo-relazionali).

Tra paura ed emozione

È così che Marco scrive un altro pezzetto di storia di Insuperabili: è infatti il primo membro della società sportiva per persone con disabilità fondata a Torino nel 2012 a ricoprire il ruolo di Head Coach all’interno di una selezione paralimpica Azzurra. “È un mix di emozioni. La pancia borbotta, le gambe tremano. C’è una sorta di sana paura, poi mi viene da sorridere e pensare che sia bellissimo così”.
Perché ci sono traguardi che raccontano molto più di un risultato. Con Insuperabili, Marco Brunetti ha già conquistato uno Scudetto e una Champions League nella stagione 2023/2024. Ma arrivare in Nazionale muove dentro qualcosa di diverso. “È una gioia, una soddisfazione enorme che mette in moto l’orgoglio e mi fa sentire privilegiato. Ogni allenatore sogna almeno una volta nella vita di arrivare all’Azzurro. Appena ho indossato la tuta da CT, ho voluto immortalare il momento con una foto”.

La mia benzina? L'emozione degli atleti

Tutto prende davvero forma quando si mette piede in campo, quando si inizia a guidare la propria squadra. “È la parte più bella, si comincia subito a costruire. Siamo già scesi in campo per la prima amichevole, durante la quale ho sentito scorrere un fortissimo senso di appartenenza e dedizione alla causa”. E poi ci sono i sentimenti trasmessi dagli atleti. “L'emozione dei ragazzi è la mia benzina. Vederli correre e aiutarsi tra di loro ha concretizzato un sogno e messo il primo mattoncino”.

Allora è così che quella paura si rivela bella. È così che le gambe si fanno più forti e smettono di tremare. “Spalle larghe, petto in fuori”, dice Marco. Sempre con l’obiettivo, tanto di coach Brunetti quanto di Insuperabili, di porre il calcio come strumento capace di generare opportunità e infrangere barriere mettendo al centro, prima di tutto, le persone.

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