Ripartire davanti ai 570.000 spettatori di Silverstone. Questo è il compito della Ferrari e del padrone di casa Lewis Hamilton dopo un GP Austria nel quale – ad eccezione della qualifica – il cavallino è sembrato fare un passo indietro rispetto tutte le scuderie motorizzate Mercedes e anche alla Red Bull di Max Verstappen. Il GP Regno Unito arriva nel momento migliore dunque per Lewis Hamilton che vuole ritornare ad assaporare le emozioni vissute a Barcellona solo venti giorni fa, dove ha conquistato il suo primo successo in Ferrari.
Lewis Hamilton, l'uomo dei record
Sir Lewis conosce meglio di tutti i 5.891 metri e le 18 curve della pista costruita nell’ex aeroporto militare della Royal Air Force. Su questa pista ci ha infatti vinto ben nove volte (il più vittorioso di sempre), con Jim Clark e Alain Prost appaiati a 5 successi alle sue spalle nell’albo d’oro. Statistiche che giocano a favore di Hamilton, soprattutto se consideriamo i piloti attualmente in attività, con il solo Fernando Alonso in grado di conquistare due successi mentre Max Verstappen (2023) e Lando Norris (2025) sono gli unici altri piloti a contare un successo sulla pista inglese. Nella difficile stagione dello scorso anno, a Silverstone, il sette volte iridato concluse il suo miglior weekend: un quarto posto che sarebbe potuto essere il podio senza diverse uscite di pista arrivate nel finale dando la caccia a Nico Hulkenberg.
Le sensazioni verso il Gran Premio di casa
«Non esiste un altro luogo come Silverstone – ha detto Hamilton alla vigilia del weekend di casa –. È uno dei circuiti più veloci e impegnativi del calendario e quei tratti da alta velocità, soprattutto la sequenza Maggotts, Becketts e Copse, rappresentano una vera sfida perché si affrontano a velocità elevatissime, con la vettura a pieno carico aerodinamico». Silverstone sulla carta è una pista più simile a Barcellona, dove il motore è sì importante – e in questo Mercedes e Red Bull/Ford hanno dimostrato in Austria di essere ancora superiori –, ma la capacità di generare carico ad alta velocità sarà fondamentale, così come quella di ricaricare la parte ibrida («Si è sempre a gas spalancato, la batteria dura a malapena un giro, sarà molto difficile perché non si riesce a ricaricare» ha spiegato Max Verstappen dopo il GP d’Austria).
Fiducia nella Ferrari
«Sappiamo di avere un deficit fin dall’inizio della stagione a livello di motore, anche grazie all’ADUO non si può pensare di avere la bacchetta magica e migliorare le performance da un giorno all’altro» aveva spiegato il Team Principal della Ferrari Fred Vasseur al termine del GP. Parole alle quali fanno eco quelle di Hamilton: «Nel motorsport non esistono bacchette magiche: tutto nasce da tanti piccoli passi, costruiti attraverso mesi di duro lavoro, impegno e fiducia da parte di tutte le presone coinvolte, è esattamente quello che sto vedendo in Ferrari». Nonostante siano passati solo pochi mesi dallo scorso finale di stagione dove il sette volte iridato arrancava a centro gruppo non nascondendo rammarico e delusione: «Sono orgoglioso di questa squadra e del percorso che stiamo facendo insieme. Ho trovato un gruppo di persone determinate, instancabili e capaci di lavorare davvero come una squadra, e questo mi dà grande fiducia. Tutti a Maranello lavorano senza sosta, così come tra una gara e l'altra. Ora si tratta di continuare a costruire, trovare sempre maggiore continuità e riuscire a sfruttare al massimo ogni singolo weekend di gara».
L'incognita Sprint
A rendere più incerto il weekend ci sarà il fattore Sprint. Nel Regno Unito si correrà infatti la quarta Sprint stagionale, un format spettacolare con la sessione di qualifiche Sprint nel pomeriggio di venerdì e questo renderà obbligatorio per tutti partire col piede giusto fin dalle prime libere. Ad aiutare la Ferrari e, soprattutto Hamilton, ci saranno le centinaia di migliaia di tifosi attesi fin dal venerdì per quello che è uno degli eventi con più spettatori nell’intera stagione della Formula 1: «C’è qualcosa di davvero speciale nel correre in casa, sul circuito che guardavo da bambino, davanti alla mia famiglia, ai miei amici e ai tifosi che mi sostengono da così tanti anni».