NAPOLI - «Bisogna guardarsi tutti allo specchio. Pure la società»: un messaggio sibillino scritto a lettere di fuoco dal ragazzo arrivato dal freddo. Mercoledì notte Hojlund ha rotto gli argini di una diatriba che sembrava essere soltanto interna allo spogliatoio, per trasformarla in spaccatura con il club - difficile da risanare - in quella che è stata ad Oporto una notte da tregenda. Sì, proprio come vengono descritte le leggende popolari nordiche: una lotta contro draghi e streghe. E ne ha visti tanti in campo il Napoli al Do Dragao, schizzavano via dovunque sotto le mentite spoglie di Rosario, Sainz, Pepe, ma soprattutto Gabri Veiga: aveva fatto tremare la traversa di Meret, prima di infilare il gol del 2-1. Da quel momento il Napoli si è dissolto, sbriciolato dalla devastante intensità dei lusitani e da una condizione fisica che non riesce ad andare oltre un’ora di partita. Al fischio finale la bufera in casa azzurri è stata travolgente e (forse) non più simulabile. Una crisi di nervi provocata non soltanto dalle tante sconfitte accumulate (7 in 14 partite), ma anche dai rapporti tesi esistenti tra i vari calciatori. Lucca che dice in campo “fuck off” a De Bruyne, il quale in passato aveva già rimbrottato più volte nei suoi confronti, Politano che lamenta l’assenza degli stranieri davanti alle telecamere e, come d’incanto, pochi minuti dopo arrivano a parlare McTominay, Beukema, ma soprattutto Hojlund.
Hojlund: "Non sono d'accordo con Allegri"
Oltre ad invocare il mea culpa della società, Rasmus ha confutato la tesi di Allegri che aveva dichiarato di aver visto un buon Napoli fino al 70’. «Non sono d’accordo», ha ribattuto seccamente il bomber norvegese, allargando così il fronte dello scontro. Ma De Laurentiis che fa? Resta a distanza, in vigile attesa ed osserva gli sviluppi di una vicenda che non si immaginava potesse deflagrare in maniera così repentina e violenta. Ha ordinato un solo diktat: squadra in ritiro fino al match contro la Lazio.
Soltanto ieri sera, di ritorno dalla prolungata trasferta Torino-Oporto, i calciatori hanno avuto solo la possibilità di svuotare le valigie e poi dormire a casa. Da questa sera, dopo l’allenamento a Castelvolturno, si dirigeranno tutti in pullman all’hotel Gli Dei sulla collina di Pozzuoli, un modo per guardarsi negli occhi, provare a rimuovere le ruggini e fare richiamo al proprio orgoglio per mettere fine all’emorragia di risultati. C’è l’occasione di un parziale riscatto contro la capolista Lazio, ma se al Maradona dovesse arrivare l’ottava sconfitta - la terza consecutiva - sarebbe pronosticabile la contestazione dei tifosi. E qualche decisione inevitabile del presidente De Laurentiis.