TORINO - Una squadra offensiva. E intensa. Igor Tudor ha dettato la linea fin dal primo giorno alla Continassa e, adesso, la Juventus avrà un’intera sessione di mercato per modellare l’organico sulla base dei principi di gioco del suo tecnico. Che a da marzo in avanti, invece, aveva dovuto fare di necessità virtù, avendo ereditato una rosa costruita per il differente tipo di calcio nella testa di Thiago Motta. E dunque: occhi subito puntati sul fronte offensivo, con David già a Torino e Sancho in trattativa avanzata. Ma grande attenzione anche in mezzo al campo, dove ritmo e pressing, nell’idea dell’allenatore croato, devono fare la differenza.
Tra Ndidi e Florentino
Si spiegano innanzitutto così, allora, i passi mossi dalla dirigenza bianconera in direzione di Wilfred Ndidi, gigante della mediana del Leicester, fresco di retrocessione in Championship. Particolare, questo, di primaria importanza: il passo del gambero da parte delle Foxes, infatti, ha attivato una clausola nel contratto del giocatore per cui il 28enne nigeriano, nel corso dell’estate, potrà lasciare il club a fronte del pagamento di 9 milioni di sterline, all’incirca 10,5 milioni di euro. Alle doti tecniche riconosciute al ragazzo di Lagos, insomma, si unisce in questo caso un rapporto qualità-prezzo difficilmente riscontrabile altrove. Il portoghese Florentino, per esempio, piaceva a Giuntoli e piace tuttora a Comolli, ma il Benfica non intende ascoltare proposte sotto i 40 milioni di euro. Già, una bella differenza. Che si riflette anche in termini di ingaggio: Ndidi al momento percepisce 4 milioni lordi all’anno, una cifra che rientra nei perimetri economici della Continassa.