“Chi diventerò a 20 anni”? Se lo sarà chiesto almeno un milione di volte Yildiz, quando - ad allenamento finito e ormai sulla via di casa - osservava i palazzi della piovosa Ratisbona scorrere sul finestrino. Tra un incrocio e l’altro, l’immaginazione prendeva il sopravvento e Kenan, all’improvviso, si vedeva catapultato nei più prestigiosi stadi d’Europa con le maglie di Real Madrid e Juventus. I club in cui giocavano i suoi due idoli di sempre: Mesut Ozil e Alessandro Del Piero. A una settimana esatta dallo shock emotivo della gara con il Monza - quella in cui si è abbandonato a un gesto stupido e impulsivo (pagato con il rosso diretto) - è probabile che Yildiz stamattina, mentre spegneva le candeline, si sia posto nuovamente il medesimo quesito…
Il primo rosso in carriera
Quell’espulsione (la prima in carriera) poco ha a che vedere con la sua indole calcistica, con quella purezza che lo ha sempre contraddistinto fin dai tempi del SV Sallern. Un incidente umano e plausibile - vista la giovane età - che non richiede alcuna archiviazione, anzi: a Kenan il compito di stamparne un’istantanea da piazzare lì, sul comodino, così da poterla consultare ogni mattina. Il modo migliore per ricordarsi chi è davvero e cosa rappresenta per l’immaginario juventino. Una lezione preziosa, da cui trarre ispirazione per un futuro all’insegna della maturità. Non solo in termini realizzativi - lì il turco non ha mai lasciato a desiderare, dal momento che con la rete segnata al Lecce è diventato il miglior realizzatore della Juve in Serie A (nell’era dei tre punti) prima di compiere 20 anni - quanto a livello prettamente emotivo.