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Lo riconoscete? La Serie A, il 5 maggio, la depressione, ora fa l'agente immobiliare

Protagonista del calcio italiano e autore di un gol importante per uno scudetto non suo, oggi vive ai margini di quel mondo stellare che ha frequentato in carriera

Alcuni calciatori restano nella memoria dei tifosi per le imprese raggiunte con la propria squadra. Altri, invece, vengono ricordati per essere stati dei grandissimi 'what if': grande qualità ed enorme talento, ma mai sfruttato a dovere. Nell'ultimo caso rientra senza dubbio il calciatore in questione: tocco di palla quasi brasiliano, ma di nazionalità francese. In Italia ha giocato per due stagioni e mezzo, diventando sfortunato protagonista e vivendo due delle giornate, sportivamente parlando, più drammatiche della storia recente del club in questione. Lo avete riconosciuto?

Dalmat, gli inizi e l'approdo all'Inter

Si tratta di Stephane Dalmat, fantasista che ha indossato la maglia dell'Inter dal 2001 al 2003: sembrava dover essere un giocatore generazionale per la qualità a disposizione, ma resta nell'immaginario collettivo nerazzurro soltanto un grande rimpianto. Centrocampista classe 1979, inizia nel settore giovanile del Chateauroux, con cui esordisce anche in prima squadra. Il passaggio al Lens, dove debutta in Champions e vince la Coppa di Lega in Francia, per poi passare a Marsiglia e Psg. Difficile per Dalmat restare più di una stagione nella stessa squadra, e infatti dopo 6 mesi lascia Parigi per trasferirsi, nel gennaio del 2001, all'Inter: il club lo acquisisce in cambio della metà del cartellino di Vampeta.

Le delusioni in nerazzurro

Con la maglia nerazzurra ha giocato per due stagioni e mezzo. Un totale di 66 partite disputate con 4 gol e 6 assist messi a referto: arrivato con grandissime aspettative viste la capacità di dribbling e la precisione chirurgica (almeno teorica) in tema di reti e passaggi chiave, è pian piano scivolato nelle gerarchie nerazzurre diventando un elemento di contorno. Nella sua parentesi all'Inter non ha collezionato nemmeno un trofeo, giocando inoltre due tra le partite più difficili della storia recente del club: la sconfitta per 6-0 nel derby contro il Milan nel maggio 2001 (con Tardelli in panchina) e la gara persa per 4-2 con la Lazio il 5 maggio del 2002, in cui i nerazzurri di Cuper dissero addio allo Scudetto all'ultima giornata.

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