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Ryder Cup, i protagonisti: "Porte chiuse? Meglio rinvio al 2021"

EPA

I big mondiali di golf non apprezzano l'ipotesi di disputare l'evento senza spettatori, preferendo giocare con il pubblico l'anno prossimo

ROMA - I protagonisti della Ryder Cup 2020 fanno gruppo compatto contro l'ipotesi, avanzata dal CEO della PGA of America, Seth Waugh, di disputare l'evento a porte chiuse. Sul torneo in programma dal 25 al 27 settembre, il numero 1 del ranking mondiale McIlroy è stato chiaro e diretto: "Una Ryder Cup senza spettatori non è una Ryder Cup. A questo punto meglio rinviarla di un anno". Ha condiviso il suo pensiero Tommy Fleetwood, il player inglese che, in coppia con l'azzurro Francesco Molinari, a Parigi 2018 ha trascinato l'Europa al trionfo: "Non mi sembra giusto giocare un evento che ogni due anni richiama migliaia e migliaia di spettatori, a porte chiuse". Sul tema è intervenuto anche Furyk, capitano in Francia della spedizione statunitense e assistente Usa nel Wisconsin al fianco di Steve Stricker, spiegando perchè il torneo dovrebbe slittare al 2021: "L'energia trasmessa dal pubblico credo sia imprescindibile per un torneo simile. Fa trasparire l'emozione dei protagonisti e nascere grandi colpi. Un evento senza supporter non sarebbe giusto non solo per l'America che potrebbe contare sul fattore pubblico ma anche per l'Europa". Il parere dei protagonisti è dunque chiaro, in attesa della decisione definitiva prevista per la fine del mese di maggio.

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