TORINO - D'accordo: il Tempio Chán di Shanghai ricorda solo vagamente la fisionomia del Senso-ji di Tokyo. Eppure, da ieri pomeriggio, nella metropoli cinese si respira un'intensa aria di Giappone. E i luoghi cari a Buddha, giust'appunto, non c'entrano granché. C'entra, semmai, un treno ad alta velocità tutto azzurro. Un Tgv, senonché si tratta di orgoglioso convoglio italiano, mica transalpino. Quattro vagoni che, ancora una volta, fanno sognare un Paese. Ancora una volta? Beh, sì, proprio come a Tokyo, tra le varie occasioni in cui il quartetto è sfrecciato. Correva l'estate 2021 e i ragazzi dell'inseguimento maschile a squadre si mettevano al collo una straordinaria medaglia d'oro alle Olimpiadi, battendo la Danimarca nella finale a cinque cerchi. Ecco: quei ragazzi (e tre su quattro sono rimasti gli stessi...) quest'oggi torneranno in pista per il trono iridato. Ancora contro la Danimarca: da qui quelle molecole un po' nipponiche nell'aria... La prima giornata dei Mondiali di ciclismo su pista, ieri, a Shanghai, non ha portato in dote al medagliere azzurro alcun alloro. Ma ha già consentito di mettere in ghiaccio il primo podio. Oro o argento, a seconda dell'esito della sfida tra treni: quello azzurro contro quello danese, oggi (su Rai ed Eurosport), al rintocco del mezzogiorno italiano, come impone un duello degno di questo nome. I favoriti, ancora una volta, sono loro: Frederik Bevort, Rasmus Pedersen, Lasse Norman Leth e Frederik Madsen, che ieri hanno chiuso al comando le qualificazioni e poi, in semifinale, hanno stampato un importante 3'44"043 contro l'Australia. Gli azzurri, invece, si sono rodati con il terzo croce, si sono rodati con il terzo crono al mattino, per battere poi la Gran Bretagna in una serrata semifinale in 3'45"332. Con il solito apporto dei collaudati Francesco Lamon, Jonathan Milan e Filippo Ganna, già olimpionici in Oriente, e con un Alessio Magagnotti a suo agio più nella seconda prova che nella prima, fresco rinforzo in squadra al posto di Simone Consonni, vista su Los Angeles 2028.
"Pronti a dar battaglia per l'oro"
Oggi la verità, dunque, nel Clasico dell'inseguimento internazionale. Macché Barça-Real, ancora e sempre Italia-Danimarca: come ai Giochi di Tokyo 2021 (noi), come ai Mondiali di Glasgow 2023 (loro), come pure all'ultima Olimpiade, a Parigi 2024, nella finale per il bronzo (ancora noi). “Eravamo partiti dall'Italia con tanta voglia di salire sul podio e adesso siamo pronti a dar battaglia per l'oro” – le parole del faro azzurro, quel Pippo Ganna che da gennaio condividerà con Milan anche la casacca della Lidl-Trek –. “Le sensazioni sono buone: siamo andati forte. Stare a ruota di Johnny, poi, per me è diventato come stare in poltrona...”. Il verbanese è abituato alle sfide mondiali e ai finali in un crescendo rossiniano che spesso ha fatto rima con medaglia d'oro. Meno avvezzo al contesto, semmai, il 19enne Magagnotti, già iridato Juniores e già a segno su strada, quest'anno, al Giro di Germania, dove si è tolto lo sfizio di precedere Magnier allo sprint. “In qualifica ho commesso diversi errori, ma già nel secondo turno ero più consapevole e concentrato – il pensiero del talento del team devo della Red Bull –. Corro in mezzo a mostri sacri, ma sono tutti ragazzi davvero per bene: prima mi hanno fatto i complimenti, poi abbiamo rivisto insieme gli errori. Siamo un bel gruppo che può ancora crescere, anche se contro la Danimarca... sarà durissima”. Nulla da fare, invece, per Martina Fidanza, 4ª nello scratch femminile dominato dalla solita olandese Wiebes.