19 maggio 2017

Coulibaly, da profugo a obiettivo della Juventus

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Il giovane senegalese ha mentito ai suoi genitori ed è partito zaino in spalla verso l'Europa per realizzare il sogno di diventare un calciatore

TORINO - Mamadou Coulibaly è uno degli obiettivi di mercato per la Juventus del futuro. Il 18enne centrocampista, però, ha un passato tortuoso fatto di rischi e speranze che lo hanno portato in Europa per tentare la fortuna nel mondo del calcio come racconta il "Sun". Una favola a lieto fine che dal Senegal, con solo uno zaino per compagno di viaggio, lo potrebbe far approdare alla squadra più titolata d'Italia.

JUVE E PESCARA A COLLOQUIO PER COULIBALY

L'AVVENTURA IN ITALIA - Coulibaly è arrivato in Europa nel 2015 dopo un viaggio fortunoso che dal Senegal lo ha portato prima in Marocco e quindi in Italia. Il momento più duro, ha raccontato il centrocampista, è stato a Livorno quando un sedicente osservatore, dopo averlo visto giocare in spiaggia e avergli promesso dei provini con alcune squadre, lo ha poi abbandonato. L'ennesimo ostacolo del viaggio di Coulibaly che, costretto a dormire per strada e a elemosinare del cibo, ha viaggiato fino ad arrivare a Roma. La Capitale, però, rappresenta una svolta per il suo futuro: qui infatti riceve il consiglio di dirigersi verso Pescara dove vivono molti suoi connazionali. Tuttavia ancora una volta il viaggio si rivela un problema: Coulibaly scende dal treno alla fermata sbagliata e viene bloccato dalla polizia che lo affida a una casa-famiglia dove tutt'oggi vive. Dopo i tanti provini con Roma, Sassuolo, Cesena e Ascoli finalmente arriva il Pescara che gli regala la chance di una vita. 

"I MIEI MI CREDEVANO MORTO" - Coulibaly parte dal Senegal senza informare la proria famiglia e spegnendo il cellulare per oltre quattro mesi. «I miei genitori pensavano fossi morto. Mio padre è molto severo e voleva che io studiassi. Stavo bene a casa, avevo abbastanza da mangiare, ho rischiato la vita per il calcio. - riporta il Sun - Ho chiesto scusa a mio padre e lui mi ha perdonato. Mia madre ha pianto, pensava fossi morto. Oggi sono molto fortunato»

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