Guadagnino, Hammer e Chalamet presentano Chiamami col tuo nome

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Il regista e i due attori raccontano come è nato l'attesissimo film candidato agli Oscar 2018 

Miglior film, Migliore canzone originale (Sufjan Stevens - Mistery of love), Migliore sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e il miglior attore (Timothée Chalamet). Chiamami col tuo nome ottiene quattro nomination e sarà tra i protagonisti annunciati della Notte degli Oscar 2018 che si terrà a Los Angeles il prossimo 4 marzo. Quasi un anno dopo, l’anteprima mondiale al Sundance, Chiamami col tuo nome sbarca in tutte le sale cinematografiche italiane. Oggi, il regista Luca Guadagnino e i due protagonisti, Armie Hammer e Timothée Chalamet erano a Roma a presentare il film, il giorno dopo l’annuncio delle nomination ricevute. Spiega il regista: «È tutto un po’ strano e molto bello. Sto lavorando a un altro film, ho il privilegio di mettere le cose in prospettiva». Guadagnino spiega come il suo coinvolgimento «sia avvenuto in maniera trasversale. Alcuni miei amici, produttori americani, avevano acquisiti i diritti del libro di André Aciman e, siccome il film si svolge in Italia, mi chiesero fare da consulente, spiegando che Paese era quello raccontato. Era la Liguria, Bordighera per l’esattezza. All’epoca io stavo girando Io sono l’amore. Da quel momento siamo stati coinvolti sempre di più, siamo diventati produttori, abbiamo assistito da vicino al percorso per trovare il regista… Gabriele Muccino, Sam Taylor Johnson, James Ivory e poi ho detto “Lo faccio io”».

Rivelazione di Chiamami col tuo nome è il giovane attore Timothée Chalamet, candidato come Miglior Attore Protagonista a soli 22 anni e che ha lavorato anche in un altro dei film più premiati ed elogiati della stagione, Lady Bird di Greta Gerwig. «L’Italia ha avuto davvero un ruolo molto importante per noi. Quando ci incontrammo per la prima volta con Luca Guadagnino avevo 17 anni, eravamo a New York, abbiamo subito trovato una connessione e sembrava una possibilità più unica che rara. Alla mia età già è difficile sopravvivere facendo l’attore, più raro essere coinvolti in progetti interessanti e personaggi che non siano il solito fidanzato e amico di famiglia, ruoli non troppo impegnativi. Poter girare in Chiamami col tuo nome è un regalo dell’universo». 

Anche Armie Hammer fu colpito da Guadagnino. «Ci incontrammo nel 2010, avemmo un incontro incredibile, rimanemmo tre o quattro ore insieme parlando di tutto: libri, arte, film, filosofia e, lasciata la riunione ho pensato “C’è l’ho fatta”. Poi non l’ho più sentito per 6 anni e mezzo; poi ho ricevuto una telefonata dal mio agente perché Luca aveva mandato una sceneggiatura. Gli dissi subito “Ci sto”, la lessi  ed ebbi uno scambio intenso di opinioni con Luca sui temi della paura e del desiderio, che sono l’uno la faccia dell’altro. Per affrontare il personaggio di Oliver ho capito subito che avrei dovuto mettermi alla prova e spingermi oltre i limiti, è un personaggio che ha cambiato la traiettoria della mia carriera e ciò che voglio dalla vita, il modo in cui mi vedo e il mondo in cui mi relaziono agli altri».  

Chiamami col tuo nome trabocca voglia di vita, sensualità e amore. Guadagnino chiude la trilogia del desiderio, iniziata con Io sono l’amore (2009) e continuata nel 2015 con A Bigger Splash, celebrando un amore, coltivato in un’estate calda, immersi nella natura, tra bagni, gite in bicicletta e suggestivi ritrovamenti archeologici. Oliver ed Elio scoprono una sessualità imprevista che, forse, li cambierà per sempre.

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