Torino, fischi dai tifosi. Cairo è furibondo, Mazzarri si ribella

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Segnali di malcontento: i sostenitori granata tenevano tantissimo alla Coppa Italia. Secondo l'allenatore è colpa solo degli errori di mira e dei mancati falli tattici sulle ripartenze

TORINO - Al fischio finale, quasi d’istinto, mezzo stadio ha fischiato il Toro. La curva Primavera ha addirittura intonato cori contro i giocatori («tirate fuori i c...»). Anche parte della Maratona si è lasciata scappare segni di malcontento, attenuati dagli Ultras che hanno manifestato comunque apprezzamento per Belotti e compagni. Ma il malcontento è evidente, il Grande Torino si sta stancando e il presidente Urbano Cairo non ha nascosto segni di insofferenza lasciando lo stadio furibondo, sbattendo la porta della sua auto per accelerare l’uscita. «Non ho niente da dire». Ma il suo volto diceva tutto. Mazzarri, però, non ci sta. Difende il gruppo e invita i tifosi ad avere pazienza.

«La squadra ha dato l’anima, non posso giudicare il pubblico perché paga il biglietto, ma vi posso garantire che i ragazzi erano morificati: sul piano dell’impegno e dell’intensità hanno dato tutto, poi certo ognuno è libero di pensarla come vuole. Se si esce dopo aver dato l’anima bisogna applaudire, come in Inghilterra. Non bisogna farsi del male da soli perché se no non si cresce, non siamo autolesionisti». Addirittura, il tecnico si spinge a parlare di «partita stregata: abbiamo sbagliato gol clamorosi, c’è stata una serie di combinazioni e si è capito che non era giornata per noi». Comunque sia, Mazzarri non è soddisfatto. E ci mancherebbe il contrario. «Il primo tempo non è andato bene anche per merito della Fiorentina che non ci ha fatto giocare. Potevamo andare lo stesso in vantaggio, così come potevano segnare loro. Poi nella ripresa siamo stati martellanti ed è fisiologico che quando spendi così tanto poi il contropiede lo prendi. Stavolta, rispetto alla partita di campionato, sulle loro ripartenze si poteva fare meglio, magari interromperle con un fallo tattico. La rete annullata a De Silvestri? Se lo hanno guardato un’ora e mezza sarà stato fuorigioco. Non parliamo del secondo gol perché l’abbiamo messa sul piede del giocatore. Se vogliamo portare a casa certe partite dobbiamo fare di più. Djidji ha sbagliato ma secondo me ha pagato la stanchezza. Nkoulou? Un cambio forzato, ci ho pensato tutta la notte se farlo giocare dal primo minuto, lui non voleva ma alla fine l’ho convinto. E si è visto quanto sia importante per noi. A proposito: Lyanco sicuramente può diventare ancora più forte di Nkoulou e a Roma giocherà. La sua è stata un’ingenuità che può essere corretta con il tempo. E poi non giocava da un anno. Lasciamolo tranquillo. La verità è che bisogna sempre stare tenaci e concentrati, mi spiace tanto essere uscito dalla Coppa. Adesso pensiamo alla Roma. Il mercato? Se capita l’occasione giusta ben venga il rinforzo, ma non è facile. Magari i giocatori che cerchi non te li danno oppure chiedono cifre spropositate».

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