Petrachi: «Il Toro farà altri colpi»

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Blitz del ds a Bormio per un summit di mercato con Mazzarri: «L’urgenza era la difesa. Ora sfoltiamo, avremo tempo per migliorare ancora la squadra. Meité e Bremer? Vedrete»

INVIATO A BORMIO - Blitz di Petrachi a Bormio. Summit con Mazzarri e poi a seguire i lavori della squadra. Infine il ritorno a Torino per continuare con il mercato dove c’è ancora tanto lavoro da fare. Qualche occasione importante in entrata ma, anche, in uscita: perché ci sono molti giocatori in esubero visto che Mazzarri chiede una rosa più ristretta di un caffè.

Petrachi, un primo bilancio?
«La prima mossa è stata trattenere i giocatori che il tecnico ritiene fondamentali e per questo abbiamo rifiutato una serie di richieste importanti. Come nel caso di Sirigu che ha scelto di restare e poi ha rinnovato. E non solo».

Intanto avete riempito la difesa. Ci parli di Izzo e Bremer.
«Qui vorrei puntualizzare una cosa. Bremer non è una seconda scelta. L’ho seguito di persona e mi è subito piaciuto. Noi volevamo pure Verissimo, li avremmo presi entrambi se fosse stato possibile ma le regole federali sugli extracomunitari e il comportamento del Santos ci hanno portati a una scelta. La difesa è a posto, ora aspettiamo anche Lyanco. In lui crediamo moltissimo, a settembre avrà finito il percorso di recupero, piace a mezza Europa perché ha davvero qualità. Ho ricevuto una telefonata solo poco tempo fa. Il reparto è fatto, anche perché Izzo può coprire quel ruolo da “libero” che avrebbe occupato Verissimo».

Con Bruno Peres invece è andata proprio male.
«Noi ci siamo mossi con largo anticipo,avevamo chiuso con la Roma a fine maggio ma la volontà della famiglia ha reso impossibile tutto. Peccato, l’ho detto chiaramente anche al giocatore: ha sprecato una grande occasione; a casa poteva tornare anche a 35 anni».

Mazzarri è soddisfatto?
«Per il ritiro voleva la difesa e lo abbiamo accontentato. Così può provare il sistema a tre. E ovviamente non teme il mercato lungo. La sua idea è quella di cominciare la stagione con un organico di 21-22 giocatori più 4-5 ragazzi della Primavera».

Riassumendo, il vostro mercato?
«E’ diviso in tre fasi. Nella prima bisognava mantenere l’ossatura della squadra che Mazzarri ha scoperto piano piano nei mesi scorsi. La seconda, adesso, sarà sfoltire il gruppo. La terza cogliere le occasioni per rifinirlo e migliorarlo se ci saranno. E abbiamo tempo per fare tutto».

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