Torino, Ferrari e l'intrigo del 20

Tra 15 giorni scadrà il diritto di riscatto a favore della Samp. Il club granata vuole arrivare lanciato nella trattativa col Sassuolo

TORINO - Come narrato nei giorni scorsi, Ferrari è una delle prime alternative per il Torino al sogno Juan Jesus, il marcatore brasiliano di piede mancino che i vertici granata vorrebbero strappare alla Roma al culmine di un gran colpo di mercato. Ma il giallorosso ha già cortesemente declinato l’offerta. Tanti ringraziamenti al Toro per la stima (non si dimentichi che Mazzarri l’allenò con profitto ai tempi dell’Inter), ma Juan Jesus resta aggrappato alla Champions da disputare con la terza forza del campionato italiano, si trova bene a Roma e gode di buona fiducia da parte della sua società e di Di Francesco, anche se non è un titolare fisso in difesa. Però resta un caposaldo della retroguardia romanista. Riuscire a convincerlo sarebbe un mezzo miracolo, a questo punto, per il Torino. Così Petrachi è obbligato a guardarsi attorno in modo sempre più concreto non solo per piazzare l’artigliata finale su Verissimo, ma anche per accaparrarsi un marcatore di piede mancino, deputato a giocare sul centrosinistra nella difesa a 3 di Mazzarri (in mezzo toccherebbe per l’appunto al brasiliano del Santos, mentre sul centrodestra opererebbe N’Koulou, con alle loro spalle le riserve Lyanco, Moretti e Bonifazi, se resterà). Manca dunque anche il mister X del centrosinistra, e il sogno-chimera Juan Jesus si accompagna ora con l’effigie di Ferrari. Che Petrachi segue dai tempi del Crotone. E che negli ultimi anni è cresciuto molto, tecnicamente e tatticamente, in personalità ed esperienza, fino alla più che positiva stagione appena consumata con la maglia della Sampdoria, in prestito.

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