Bonifazi & Barreca, capitali Toro da rivalutare

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Dal vivaio e dalle sirene di mercato ai problemi fisici e alle riserve di Mihajlovic

TORINO - Sono giovani, forti ed escono dal vivaio granata. Ma per il momento non è ancora stato tempo per loro, almeno non quanto avrebbero immaginato. Diverse, diversissime le storie di Antonio Barreca e Kevin Bonifazi, anche limitandole alla stagione attualmente in corso. In comune hanno una ricca dose di sfortuna, con tutti quegli stop forzati che ne stanno rallentando la definitiva esplosione. E in comune hanno anche la voglia di tornare quanto prima a piena disposizione di Sinisa Mihajlovic per poter conquistare quella maglia da titolare che per un motivo o per l'altro hanno indossato appena tre volte in stagione (nel caso di Barreca) o semplicemente mai (vedi Bonifazi).
 
Aspettando Barreca 
Tra una scelta tecnica e un infortunio, tra una squalifica e una ricaduta, la stagione che doveva essere quella della consacrazione si è fin qui trasformata in un'autentica maledizione per Barreca. Il terzino classe '95 in estate è stato blindato prima dai tifosi e poi dal Toro stesso, sotto gli assalti milionari della Roma nonostante Mihajlovic lo avesse definito tutt'altro che incedibile durante il ritiro estivo. Così, in attesa del miglior Ansaldi, il titolare designato del tecnico serbo è rimasto Christian Molinaro in quella che inizialmente sembrava essere una staffetta continua: appena 278 i minuti disputati, con l'ultima apparizione coincisa con l'espulsione nella notte da incubo di Firenze. Niente che possa in ogni caso turbare fin qui la serenità del ragazzo di San Francesco al Campo, in questo momento concentrato solo sul pieno recupero dalla pubalgia, come confermato anche dal suo agente Marcello Bonetto: «In questa stagione sinceramente non è possibile tracciare una valutazione, speriamo solamente che da domenica sia a posto. Sono convinto che se non avesse avuto questi problemi fisici, non gravi ma assai fastidiosi, avrebbe avuto la possibilità di giocare con continuità». La convinzione dunque è che dalla prossima partita interna con il Chievo, domenica prossima alle 15, possa cominciare o ricominciare anche la stagione di Barreca. Quella della consacrazione.
 
Il caso Bonifazi 
Zero spaccato, invece, è quanto si legge alla voce minuti giocati sfogliando il personalissimo ruolino di marcia stagionale di Bonifazi. Un bottino decisamente al di sotto anche dell’aspettativa più negativa, tra una gerarchia difficile da scalare a proposito dei difensori centrali e quella grande occasione sfumata per un infortunio: contro il Cagliari sarebbe toccato a lui affiancare N’Koulou al centro della difesa, prima che la rifinitura della vigilia recasse in dote un beffardo stop muscolare. Poteva svoltare la sua stagione, ma non è stato possibile ancora vederlo all’opera chiuso com’è stato dall’esplosione di Lyanco e dall’affidabilità dei compagni di reparto più esperti (adesso si è aggiunto pure Burdisso) in un contesto non sempre facile come quello vissuto dal Toro in questa stagione. Inevitabili quindi le prime voci di mercato in vista di gennaio che lo vedrebbero pronto a cercare spazio altrove, magari in prestito, nonostante gli scorsi mesi lo avessero visto protagonista della promozione in A della Spal con tanto di rinnovo del contratto che è stato il preludio alla richiamata in casa base. E anche in questo caso la dirigenza granata ha saputo non cedere ad una ricca offerta come quella proveniente dallo Zenit San Pietroburgo di Roberto Mancini. Voci e riflessioni che però in questo momento vengono rimandate a tempo debito dall’entourage dello stesso Bonifazi, determinato più che mai a farsi spazio senza dover guardare altrove fin dalla ripresa dell’attività di martedì, quando tornerà a disposizione di Mihajlovic: «Kevin sta bene e martedì rientrerà in gruppo – commenta l’agente Michelangelo Minieri -. Per quanto riguarda il mercato, è inutile parlarne perché siamo a novembre e adesso iniziano due mesi fondamentali sia per il Torino che per Kevin stesso. Da parte della società e dell’allenatore comunque c’è grandissima stima. L’importante è che lui stia bene fisicamente, perché è stato un po’ sfortunato con qualche acciacco, e sicuramente farà bene».

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