«Torino, lo stadio Filadelfia va messo a norma»

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Il presidente della Commissione di vigilanza Giancarlo Revelchione: «Sono ottimista: problemi risolvibili in pochi giorni»

TORINO - «State sereni», avrebbe già twittato Matteo Renzi, se fosse il sindaco di Torino. Chiara Appendino, che lo è, ha invece preferito sottindere questa frase così tanto “minacciosa”: «Stadio Filadelfia, martedì incontro con i referenti tecnici per ripristinare la piena accessibilità». Il comunicato del Comune era già stato divulgato: «Nel corso del sopralluogo effettuato giovedì al Filadelfia, la Commissione di vigilanza ha rilevato alcune lievi criticità di natura tecnica e carenze sotto il profilo gestionale». La Commissione ha convocato per martedì «i tecnici che hanno progettato e seguito i lavori e coloro che curano la gestione dell’impianto (il Torino, ndr), al fine di risolvere i problemi che, momentaneamente, impediscono al pubblico l’accesso». Eccetera.

TIFOSI FUORI - Da ieri i tifosi non possono più mettere piede dentro al Fila, in caso di allenamenti a porte aperte disposti dal Toro. Il centro è fruibile solo dal club e dai giocatori, «perché il tempo delle deroghe è finito. Sono mesi che il Fila è aperto in deroga. Da maggio», puntualizza l’ingegner Giancarlo Revelchione, dirigente comunale, presidente della Commissione di vigilanza. «I sopralluoghi si sono succeduti (4 da agosto, ndr). Qualche intervento il Torino lo ha fatto, in alcune cose si è messo a posto, le parti han dimostrato buona volontà. Sono ottimista, questi problemi sono risolvibili in pochi giorni».

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