«Torino, rieccomi Obi al 100%»

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Pedina fondamentale per il centrocampo granata, il nigeriano non si è lasciato abbattere dai continui infortuni: «Guai giocare frenati: sempre al massimo»

TORINO - Il segreto è non abbattersi. E Joel Obi lo sa bene: una carriera torturata dagli infortuni gli hanno fatto sviluppare una tempra particolare per superare i momenti di difficoltà. E ora che è tornato a giocare dopo l’ennesimo guaio muscolare vuole ricordare anche ai suoi compagni di non abbattersi: «Non mi è mai passato per la testa che non sarei tornato come quello di prima» ha dichiarato a Torino Channel dopo l’amichevole contro il Chieri. «Nessuno di noi deve farlo. Gli infortuni capitano e io, che sono soggetto, lo so. Magari sono stato più sfortunato di altri, ma questo non mi può frenare: appena rientro cerco sempre di dare il cento per cento. E così mi risento adesso». Infatti Obi ha mantenuto fede alla sua filosofia, senza che le sue parole passassero come frasi fatte di rito: il suo rientro, dopo un mese di stop per l’ennesimo guaio muscolare, è stato decisamente positivo, con un gol nei primi 34 minuti giocati contro il Cagliari e una buona prestazione contro l’Inter, la sua ex squadra. «Sicuramente con tutti disponibili saremo ancora più forti e competitivi. Per noi questo è molto importante, perché aiuta la squadra e tutto il gruppo».

Non solo con le prestazioni, ma anche con il morale. Anche perché se ti fai male a dieci minuti dall’inizio della partita - come successo a lui a Benevento - è facile che il morale vada sotto le scarpe, specialmente se la stagione era iniziata bene. Anche in ritiro sembrava funzionare tutto bene, e in pre-stagione era diventato l’uomo delle amichevoli, segnando in tre diverse occasioni, sempre di testa: contro il Renate, militante in Lega Pro, il Guingamp, provinciale che nello scorso campionato aveva chiuso al decimo posto nella League 1 francese, e contro gli inglesi del Huddersfield, squadra tornata in Premier League dopo 45 anni di assenza. Non erano certo avversari di prima fascia, ma le premesse erano le migliori. Poi a metà settembre l’ennesimo problema muscolare. Insieme a lui si infortunò anche Acquah, che forzò un po’ il recupero riuscendo a rientrare in tempo per disputare il derby (salvo poi doversi fermare nuovamente), mentre ad Obi non riuscì di accelerare i tempi e fu costretto a saltare ben sette giornate. Ma questo non lo ha frenato affatto.

Le ricadute purtroppo sono una realtà che bisogna tenere in considerazione senza fasciarsi la testa preventivamente, e Obi ieri non è nemmeno sceso in campo nell’amichevole giocata al Filadelfia, esattamente come Nicolas N’Koulou, Salvatore Sirigu e Iago Falque. Questo però non tanto per evitare noiosi problemi ora che è stato finalmente recuperato - anche se la prudenza, in certi casi, non è mai troppa - ma più che altro perché Sinisa Mihajlovic non ha bisogno di testarlo: conosce bene le sue caratteristiche e le sue qualità e sa di potersi affidare a lui senza problemi. Se sta bene, è una certezza e riesce ad essere anche trascinatore dei compagni. In fondo, in quattro gare disputate ha segnato due gol: una media da vero attaccante, altro che centrocampista, senza contare che la rete contro il Cagliari è stata decisiva. E ora che Obi è tornato al cento per cento lo spettacolo potrebbe essere solo all’inizio.

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