Ancelotti: «Per tutti Ronaldo è una prima donna»

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L'allenatore partenopeo all'Università Vanvitelli ha parlato anche del portoghese: «Nello spogliatoio però è tratatto come gli altri»

TORINO - Oggi all'Università Vanvitelli di Napoli un ospite d'onore: Carlo Ancelotti. Ha assunto le vesti di professore, nonostante abbia «frequentato poco le università» come da lui stesso confermato, e ha tenuto la cattedra in merito all'evento 'Oltre le due Culture sul tema del giorno "La gestione del gruppo e delle risorse umane in un top club dagli anni Novanta ad oggi". L'allenatore partenopeo si è espresso ovviamente anche sul Napoli: «Quanto tempo ci vuole per costruire un gruppo vincente? Non lo so,ma mi domando: cos'è un progetto vincente? Vincere lo scudetto? Il Napoli ha costruito un progetto vincente perché in dodici anni dalla C è stabilmente in Champions League con bilanci a posto, una società sana e giocatori promettenti ed importanti. Questo è un progetto vincente. Quanto tempo ci vuole per vincere? Impossibile dirlo. La vittoria è legata a piccolissimi dettagli. Però il Napoli è un gruppo vincente e può vincere. In quanto tempo non lo so, ma non c'è da aspettare tanto. La squadra mi sembra forte, abbiamo investito bene in questi anni e c'è intenzione di investire ancora». 

GAP CON LA JUVENTUS - «Come si riduce il gap con chi può comprare Messi Ronaldo? Bisogna dire che nelle grandi squadre ci sono tre voci che incidono molto sul fatturato: diritti televisivi, sponsorizzazioni e stadio di proprietà. Il campionato italiano è penalizzato per i diritti tv e sponsorizzazioni. Il mercato asiatico attrae molto e sono avvantaggiate le squadre inglesi. Il Bayern ha lo stadio sempre pieno e vende 30mila litri birra, questo incide tanto sul fatturato. Ovviamente aumenta anche con le vittorie, ma non basta».

CR7 PRIMA DONNA - «Il segreto per gestire le prime donne? Innanzitutto cosa si intende per prima donna? Per tutti CR7 è una prima donna, ma nello spogliatoio non lo è mai stato. Lo è per i media, per la stampa. Ronaldo è trattato come gli altri. Poi, ovvio, ci sono giocatori con le proprie caratteristiche, chi è più egoista e chi più determinato, allora un allenatore deve cercare di mantenere un equilibrio spiegando all'egoista che l'altruismo è importante e viceversa».

SOSPENSIONE PARTITE - «Violenza e razzismo? Ho avuto la fortuna di lavorare all'estero per nove anni e queste cose sono state debellate. È una cosa che l'Italia deve fare e non è così complicata. Purtroppo gli ignoranti e i maleducati continuano ad andare negli stadi e dovrebbero fare un corso di educazione e rispetto. Non se ne può più. L'altra sera a Bologna Kean è stato insultato e non ha senso. Insultano Napoli quando Napoli non gioca. Sento dire che Ancelotti non può dire di sospendere le partite, ma giuro che non l'abbiamo mai chiesto. Forse non mi faccio capire. Abbiamo solo detto che quando c'è un insulto territoriale o razziale, ma non solo contro il Napoli, la partita deve fermarsi temporaneamente. Come a Bologna. Magari ci sarà un annuncio e poi dopo la partita ricomincia. Quando piove la partita si ferma temporaneamente? Ecco la stessa cosa per i cori».

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