Juventus, crescendo scientifico: c’è il piano per la Coppa

© Marco Canoniero

Bonucci: «Grandi carichi di lavoro a gennaio». Preparazione mirata: Juve al top da febbraio

TORINO - La Juventus ha iniziato la sua corsa verso la Champions League: da Gedda a Madrid (intesa come 1° giugno, non come 20 febbraio per l’ottavo di finale con l’Atletico) sarà una lunga, ma inesorabile, progressione atletica, calcolata nei minimi dettagli da Massimiliano Allegri e il suo staff. La distribuzione dei carichi di lavoro, secondo i loro studi, i dati fisiometrici e l’esperienza accumulata in questi quattro anni, potrà garantire il massimo della forma fra marzo e l’inizio di giugno, tre mesi in cui andare a tavoletta sfruttando a pieno il potenziale della rosa. Lo spiega molto bene Leonardo Bonucci: «Sì, in questo periodo siamo un po’ stanchi, ma è anche normale considerando i carichi di lavoro che abbiamo svolto nei dieci giorni che hanno preceduto la finale di Supercoppa contro il Milan. Abbiamo lavorato molto». Le ultime edizioni della Champions League lo hanno dimostrato in maniera piuttosto netta: chi parte a razzo è destinato a fare una brutta fine, non riuscendo a mantenere una costanza di rendimento fino all’ultimo. Meglio programmare un bel crescendo che - dal punto di vista fisico - vada di pari passo con l’affinarsi dei meccanismi tattici e il feeling.

IL GIUSTO MEZZO - Peraltro Allegri è un fautore della teoria del “giusto mezzo”. Tra i suoi tormentoni c’è quello legato al «non si può andare ai 100 all’ora dall’inizio alla fine, è fondamentale saper leggere i momenti e agire di conseguenza». Questo vale sia nell’arco di una singola partita, sia - ancor di più - nell’arco di una intera stagione.

TURNOVER - C’è il momento per mettere benzina nel motore (magari soffrendo un po’ più del previsto in campionato e coppe nazionali) e c’è quello per andare a tavoletta in Champions League o negli scontri diretti. Lettura delle singole situazioni, poi, anche per ciò che concerne la gestione dei singoli: tabelle d’allenamento personalizzate, ampio utilizzo del turnover (in maniera quasi scientifica) in modo da non spremere nessuno. Attenzione in questo senso a non cadere nell’equivoco Ronaldo: è vero che le sta giocando quasi tutte, con la Juventus, ma è anche vero che è dalla scorsa stagione che non disputa una partita con la Nazionale. Proprio per potersi concentrare in esclusiva, almeno fino all’avvicinarsi degli Europei 2020.

 

Articoli correlati

Dalla home

Vai alla home

Commenti