Cristiano Ronaldo, rabbia d’oro

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Il portoghese è pronto a scaricare la voglia di rivincita per il premio assegnato a Modric lunedì. L’ex compagno sembra provocarlo: «Non contano solo i gol»

TORINO - E’ una storia fatta di intrighi, ripicche, aspettative tradite. Ma soprattutto di gol e rabbia, in abbondanza. Una valanga, inversamente proporzionale alle parole che forse chiunque utilizzerebbe per giustificare determinati comportamenti. Lui no, lui ha sempre gradito che il campo parlasse al posto delle dichiarazioni, e che al massimo fosse una smorfia percepita qua e là a favor di telecamera a portare il messaggio a destinazione. Cristiano Ronaldo, piaccia o non piaccia il suo essere numero 1 in tutto, non lo si può correggere. E il popolo juventino, ma più in generale coloro che lo considerano un simbolo, non vorrebbe che cambiasse di una virgola. Ecco perché la mancata conquista del Pallone d’Oro a beneficio dell’ex compagno di squadra Luka Modric è stata accolta dal portoghese in un’unica, condivisibile, maniera: in soldoni, un discreto giramento di scatole. Perché CR7 alla possibilità di impadronirsi del trofeo di France Football ha creduto fino all’ultimo istante utile. Arrendersi è un verbo inesistente nel suo vocabolario, non è nel suo stile accettare specialmente le decisioni che lasciano interdetti. E non può essere un secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro 2018, né tantomeno il fatto che Leo Messi si sia piazzato quinto, a consolare il fuoriclasse di Funchal.

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