Juventus, lo Stadium compie sette anni: gli auguri della società

© Juventus FC via Getty Images

L'account 'Twitter' della società bianconera non dimentica l'importante ricorrenza: quel giorno nacque ufficialmente il "mito"

TORINO - 8 settembre 2011. Antonio Conte si è appena seduto sulla panchina di una Juventus con le ossa rotte, reduce da due settimi posti e che ha visto ben quattro allenatori alternarsi al timone della squadra in poco più di due anni (Ranieri, Ferrara, Zaccheroni, Del Neri). 8 settembre 2018. Sette anni dopo, impreziositi da altrettanti Scudetti, quattro Coppe Italia (ed un secondo posto), tre Supercoppe Italiane (due perse ed una da giocare) e due finali di Champions LeagueMassimiliano Allegri guida uno dei gruppi più forti d'Europa Andrea Agnelli dirige una delle società più sane in circolazione. Tale, da riuscire ad imbastire, condurre e portare a compimento una trattativa impensabile, ciò che è stato definito da tutti gli addetti ai lavori come "l'acquisto del secolo": e cioè, riuscire a strappare il cinque volte Pallone d'Oro Cristiano Ronaldo da una bottega cara, e spesso inavvicinabile, come quella del Real Madrid. La crescita esponenziale della Juventus non può essere banalmente ridotta alla sola creazione del proprio stadio, figlia piuttosto di una pianificazione lungimirante e di una gestione esemplare a trecentosessanta gradi, ma è tuttavia innegabile che i benefici portati dallo Stadium (da qualche tempo, Allianz Stadium), a partire da quelli economici fino a quelli "sentimentali", come la capacità di creare un legame, un connubio indissolubile tra squadra e tifosi, fondamentale soprattutto il primo anno per ricreare quel senso di juventinità che sembrava ormai smarrito, ha posto le basi per la nascita del "mito". L'account ufficiale della società pluricampione d'Italia non dimentica affatto questa importante ricorrenza, piuttosto la celebra con due video risalenti a sette precisi anni fa, laddove il Presidente Agnelli dava ufficialmente il benvenuto a tutto il popolo bianconero in quella che definiva "la nostra casa".

 

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