Nicchi tira le orecchie a Buffon: «Non si può offendere o minacciare un arbitro»

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Il presidente dell'Aia ha rimproverato il portiere e capitano della Juventus per le dure parole contro l'inglese Oliver dopo la sfida di Champions al Bernabeu contro il Real

TORINO - «Il caso Buffon? Quanto accaduto è una cosa che devono gestire gli organi internazionali preposti, non esprimo giudizi sull'operato tecnico dell'arbitro». Così Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'Io Sport su RadioUno parlando delle dichiarazioni del capitano della Juventus dopo la sfida con il Real al Bernabeu costata l'eliminazione nei quarti di Champions League.

«Buffon è un grande campione che si avvia ad una bellissima carriera dirigenziale, ma a certi livelli bisogna stare attenti a cosa si dice perché ci sono i ragazzi che ascoltano. Se fosse successo in Italia avrei difeso l'arbitro, che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante e né dopo. Poi ci sono gli organi che devono giudicare». Infine sulle parole del presidente bianconero Andrea Agnelli contro Collina, designatore dell'Uefa«Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano», ha detto Nicchi.

VOTO A RISCHIO E SCIOPERO - Nicchi ha poi parlato dei rischi che si corrono screditando la categoria dei fischietti («Minare l'indipendenza e la terzietà della classe arbitrale potrebbe significare l'inizio di una nuova Calciopoli») e prospetta «scenari nefasti» qualora la Figc dovesse recepire i principi informatori degli statuti federali approvati dal Consiglio nazionale Coni e l'associazione arbitri dovesse così perdere il suo 2% di diritto di voto in assemblea: «Lo sciopero? Io faccio di tutto per calmare gli arbitri ma se un giorno qualcuno arriverà al campo e non troverà l'arbitro non si sorprenda».

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