Cruciani: «Il piagnisteo napoletano è qualcosa di ancestrale»

Il giornalista: «Questa paranoia sui 'poteri forti' che possono derubarli è il loro limite»

TORINO - Gli insulti spaziano dai grandi classici che coinvolgono mogli e famigliari fino a qualche guizzo di creatività dialettale, ma soprattutto sono «tanti, tantissimi». Giuseppe Cruciani scorre i suoi social ghignando: «Sono piuttosto abituato, ma certe categorie per massa critica, volgarità, violenza e tempo di reazione sono superiori a tutti. Gli “animalisti estremisti” contendono la medaglia d’oro agli “estremisti del Napoli” (e, attenzione, non i napoletani in senso lato). Sul podio poi ci sono certamente i no vax». Questa volta, il giornalista è stato preso di mira dalle tastiere più volgari del web per essersi avvicinato alle polemiche seguite a Cagliari-Juventus. Lo ha fatto a modo suo, con un articolo su “Libero” nel quale analizzava il vittismo del tifo napoletano, affrontando l’argomento senza prendere la tangenziale: «Al piagnisteo napulitano non c’è mai fine. A Napoli vedono continuamente fantasmi e pericoli. La Juve è sempre Satana e sinonimo di ruberie e furti con scasso. Insomma, il solito ridicolo repertorio: i poteri forti, il Nord, gli Agnelli che comandano e cazzate del genere. Roba da matti». Il risultato: «Minacce di morte, di stupro di mia figlia e mia moglie, più altre amenità. Quando si tocca il tifo napoletano arrivano subito i matti. E’ una reazione immediata, scattano come un sol uomo. In fondo è come fare, ogni volta, un esperimento sociologico, anche perché il campionario è ampio, visto che si va dal professore d’Università al giornalista del Mattino che scrive: chi è juventino non è degno di vivere. Una follia, così si dà la copertura intellettuale a chi, magari, può davvero andare ad ammazzare qualcuno perché tifa per la Juventus».

Eppure Cruciani, per altro laziale e non juventino, sarebbe intrigato da uno scudetto al Napoli: «Lo troverei un’impresa straordinaria, quasi epocale. E in questo momento mi pare pure possibile: sono in testa, hanno una squadra forte, giocano bene. Eppure non si liberano di quel retropensiero che qualcuno possa togliere loro qualcosa, l’ansia che esistano dei poteri forti, la convinzione che la Juventus sia il Male, Satana, qualcosa da sopprimere anche con la violenza. La storia del Var fa ridere: per un girone la sventolano come l’arma per combattere qualsiasi trucco o ruberia, poi improvvisamente diventa il mezzo con cui la Juventus ruberà il campionato».

Leggi l'articolo completo su Tuttosport in edicola

Articoli correlati

Tutto Sport TV

Le nostre Rubriche

Commenti

Dalla home

Vai alla home