Inter, Politano: «Il Sassuolo è forte, noi possiamo migliorare tanto»

© Marco Canoniero

L'ala nerazzurra: «Abbiamo tre obiettivi importanti, dobbiamo pensare partita dopo partita»

TORINO - «Il Sassuolo quest'anno è una squadra forte che gioca bene a calcio». Non si fida dei neroverdi l'ex Matteo Politano, che ha presentato la sfida in programma sabato sera alle 20.30 a Sky Sport. La sconfitta nella gara d'andata, ha aggiunto, conferma come la squadra di De Zerbi sia stata in grado di mettere in difficoltà finora tutte le grandi.

STIMOLO A MIGLIORARE - «Ho fatto tante partite e all'inizio dell'anno non mi aspettavo una partenza così» ha aggiunto Politano, che ha raccolto 19 presenze, di cui 15 da titolare, con due gol e due tiri di media a partita. «Sono molto contento ma c'è ancora tanto da migliorare. Per me è uno stimolo in più cercare di far bene sempre per convincere Mister e società a continuare questo percorso insieme» ha aggiunto parlando del proprio futuro. «Il mio obiettivo è dare il massimo durante la settimana e soprattutto la domenica per conquistarmi una maglia così prestigiosa, continuare a giocare e magari fare qualche gol in più». Politano rimane convinto delle possibilità dell'Inter, in corsa in tre competizioni. «Possiamo arrivare in fondo a tutte - ha spiegato -. In Coppa Italia adesso abbiamo un impegno molto difficile contro la Lazio, siamo ai sedicesimi di Europa League e in campionato siamo lì aggrappati al Napoli. Abbiamo tre obiettivi molto importanti ma dobbiamo concentrarci partita dopo partita che è la cosa fondamentale». 

PORTE CHIUSE - La vittoria contro il Napoli a San Siro a Santo Stefano, ha sottolineato l'ala nerazzurra autore di quasi sette cross ogni 90', «ci ha dato tanta forza, l'importante è tenere quella concentrazione, poi le partite vanno giocate tutte dall'inizio alla fine perché già sabato ci aspetta una sfida molto difficile». Sarà particolare, tuttavia, giocare a porte chiuse, come ha spiegato a Inter TV. «L'abbiamo provato contro il Benevento, fa un effetto strano perché eravamo abituati bene in questi mesi - ha raccontato - Ogni volta che scendevamo in campo c'era tantissima gente e quindi scendere in campo senza pubblico fa un effetto molto strano».

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