Spalletti: «La Juventus non è solo Cristiano Ronaldo. Nainggolan? È out»

© Marco Canoniero

Il tecnico dell'Inter: «Questa partita è un banco di prova, un collaudo, ti fa vedere se sei nelle condizioni di viaggiare forte. C'è una distanza importante in classifica ed è difficile andarli ad acchiappare, però la bella notizia è che dipende da noi accorciare»

APPIANO GENTILE - «L’Inter arriva alla partita di Torino nel migliore dei modi». Così parlò Luciano Spalletti. La Juve è nel mirino: «Sta a noi cercare di ridurre la distanza che c’è da loro». Non sarà però facile: «A Roma abbiamo giocato una buonissima partita, mettendoci un po’ di attenzione in più possiamo rasentare la perfezione. Loro hanno tutte le qualità, sanno anche vincere senza dominare le partite, sanno sfruttare l’episodio e hanno mentalità acquisita nel tempo. Bisogna giocarla con coraggio e determinazione questa gara. A Torino mi porto dietro tante certezze perché ho a disposizione una squadra in crescita e perché siamo un’ottima squadra per il modo di interpretare le partite in campo. C’è una distanza importante in classifica ed è difficile andarli ad acchiappare, però la bella notizia è che dipende da noi accorciare». Sarà il primo Juve-Inter con Cristiano Ronaldo: «Loro hanno messo in squadra un campione di quel livello, uno che porta una mentalità unica in uno spogliatoio. La Juve non è solo Cristiano, è una squadra fatta da calciatori forti in tutti i reparti, nella Juve c’è pure GC3, Giorgio Chiellini, un giocatore fenomenale che è il reparto, lo fa da solo. Anche noi ne abbiamo molti di buoni giocatori: fondamentale è il collettivo, quello ti salva sempre e noi siamo una squadra forte». Venerdì tutta l’Italia non bianconera tiferà Inter: «A me fanno effetto i sentimenti dei nostri tifosi: saremo imbottiti del loro sentimento sotto la maglietta. Questa partita è un banco di prova, un collaudo, ti fa vedere se sei nelle condizioni di viaggiare forte. Se l’Inter in futuro può diventare l’anti Juve? Il livello del gioco delle squadre si sta alzando e questo può diminuire la differenza. Noi possiamo metterli in difficoltà se saremo squadra per novanta minuti: bisogna pressarli, prendere campo, avere coraggio, personalità e tenere il fiato sul collo a loro fino all’ultimo minuto della partita anche, nel caso, mettendo un occhio negli specchietti retrovisori».



L'ULTIMA SENZA MAROTTA - Quella di venerdì sarà pure l’ultima gara di campionato con Beppe Marotta nel limbo. «L’interismo è essere fratelli del mondo. E Marotta è già proiettato verso questo guardare in maniera prodonda e distante». Dopo la Juve, in attesa del nuovo amministratore delegato, ci sarà il Psv: «Non sono momenti da mettere insieme, l’Inter si gioca molto in tutta la stagione e deve camminare passo dopo passo. Se fai il primo in modo intenso e deciso, viene bene pure quello successivo. E’ l’addizione di questi passi che ci darà una collocazione giusta. Noi dobbiamo essere convinti del fatto che chi ci sta davanti non sia così forte o così bravo dall’indurci a non fare il nostro percorso: dobbiamo andare avanti dritti sulla nostra strada». Capitolo infortunati: «Nainggolan e Dalbert rimangono fuori, sono migliorati ma devono ancora guarire».

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