Champions League, il Valencia fa un regalo alla Juve. Vincono Bayern e Real, vola il City

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I ragazzi di Marcelino non vanno oltre l'1-1 a Berna con lo Young Boys, i bavaresi sbancano Atene grazie all'uno-due di Javi Martinez e Lewandowski. 2-1 merengues col Plzen, 3-0 di Guardiola a Donetsk

TORINO - Sorride la Juventus, vittoriosa all'Old Trafford col Manchester United, grazie all'inaspettato pareggio del Valencia Berna con lo Young Boys. Un punto guadagnato, più che due persi, per i ragazzi di Marcelino, alla luce della mole di pericoli creati dalla compagine svizzera nel corso della ripresa, dopo un brutto primo tempo. Torna alla vittoria anche in Europa, dopo averlo fatto in Bundesliga, il Bayern Monaco di Niko Kovac, e lo fa grazie ad un micidiale uno-due in soli 120 secondi, che premia uno sterile dominio per oltre un'ora di gioco ed offusca le tre occasioni fallite, in contropiede, dall'Aek Atene. In serata, agevole vittoria del Manchester City Donetsk con lo Shakhtar, mentre, nel girone della Roma, un Real Madrid sempre più in crisi di gioco, supera a fatica il modesto Viktoria Plzen tra i fischi del Bernabeu. Due episodi al 92' complicano il cammino di Lione Benfica, lanciano l'Ajax e regalano un lumicino di speranze all'Hoffenheim.

Ore 18.55

GIRONE E: AEK ATENE-BAYERN MONACO 0-2

Soffre il Bayern Monaco, ancora lontano dalla versione schiacciasassi cui ci ha abituati nel corso degli anni, tornando ad evidenziare qualche ruggine soltanto apparentemente mitigata dalla vittoria in campionato col Wolfsburg, dopo un mese complicato. Nella bolgia dello Spiros Louis Olympic Stadium di Atene, però, ai bavaresi basta un uno-due ravvicinato poco dopo l'ora di gioco, con Javi Martinez Lewandowski per domare un coraggioso Aek, per tre volte vicinissimo al vantaggio. Il Bayern domina nel possesso palle e produce trame di gioco degne del proprio blasone, ma Robben, James Rodriguez, Gnabry e lo stesso gigante polacco peccano talvolta di precisione nell'ultimo messaggio, talaltra di cinismo sotto porta. Il controllo totale del centrocampo ed il possesso palla schiacciante, tuttavia, trasmettono la sensazione che siano i tedeschi i maggiori accreditati a trovare la zampata giusta, che arriva grazie ad un episodio, figlia di un rimpallo che mette lo spagnolo ex Bilbao nella condizione ideale di battere Barkas. Nell'azione del raddoppio lampo, poi, è la discesa di Rafinha che squarcia la difesa greca, servendo al numero 9 del Bayern il tap-in facile facile che chiude l'incontro.

Il tabellino della partita

GIRONE H: YOUNG BOYS-VALENCIA 1-1

Muove la classifica lo Young Boys, dopo le sconfitte rimediate con Manchester United Juventus, si complica non poco la vita il Valencia che, con soli due punti, dovrà tifare stasera la squadra di Allegri per tenere gli inglesi nel mirino, in ottica qualificazione agli ottavi. Gli spagnoli provano sin dalle prime battute a tenere il pallino del gioco in mano, non senza difficoltà. Il primo squillo del match porta la firma dell'italiano Piccini, fresco di esordio in azzurro, ma la prima vera occasione è del club di Berna con Sulejmani che impegna NetoBatshuayi si carica i suoi sulle spalle, ergendosi al ruolo di catalizzatore di tutte le (poche) azioni manovrate valenciane: per due volte la furia del belga è frenata dal fuorigioco, poi, al 25', l'ex Chelsea difende di fisico un filtrante di Soler e batte Wolfli, portando i suoi in vantaggio. Lo Young Boys si scompone ed il Valencia ha il grande demerito di non chiudere la partita, perché nella ripresa il copione cambia totalmente. I padroni di casa scendono in campo con un piglio differente, verve ed intensità fanno da cornice ad una convinta ed ostinata ricerca del pareggio, immediatamente evidente e premiata nel giro di dieci minuti, col calcio di rigore trasformato da Hoarau. La reazione spagnola è frenetica e disordinata, sono piuttosto gli svizzeri ad andare vicini alla rete che sarebbe valsa tre punti. La più clamorosa all'87', col palo colpito a botta sicura da Sanogo.

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Ore 21

GIRONE E: AJAX-BENFICA 1-0

Ci prova in tutti il Benfica, in lotta con Bayern Monaco ed Ajax stesso per i primi due posti nel girone E di Champions League, ma l'avvincente sfida se la portano a casa i lancieri al 92' grazie ad una sassata di Mazraoui deviata da Grimaldo. Gli olandesi mantengono così la vetta della classifica in coabitazione con i bavaresi, portandosi a +4 sul Benfica, in attesa della gara-bis all'Estadio do Sport di Lisbona. I ragazzi di Rui Vitoria partono subito fortissimo, con Rafa Silva al 2' (miracolo di Onana) e Alex Grimaldo al 5', il club di Amsterdam gioca di rimessa e l'occasione più ghiotta nasce dai piedi del solito Dollberg. Stesso copione nella ripresa, con opportunità importanti da ambo le parti, ma con lieve predominanza lusitana. Fino all'episodio, ad un passo dal riposo, che potrebbe cambiare irrimediabilmente le sorti del girone.

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GIRONE F:

HOFFENHEIM-LIONE 3-3

Succede di tutto alla Wirsol Rhein-Neckar-Arena di Sinsheim, dove l'Hoffenheim pareggia in maniera pirotecnica col Lione. I francesi salgono a 5 punti, col Manchester City che gli strappa la vetta e ringrazia. I tedeschi agganciano invece lo Shakhtar a quota 2, continuando ad alimentare le proprie speranze di una qualificazione in Europa League. Il Lione passa in vantaggio al 26' con Traoré, che sfrutta nel migliore dei modi il clamoroso suicidio della difesa avversaria. L'Hoffenheim, poi, ribalta la situazione con la doppietta di Kramaric, ma è un fuoco di paglia. Errori gravissimi nel pacchetto arretrato, a questi livelli, si pagano cari, e se il 2-2 di N'Dombele è un gesto tecnico importante, il controsorpasso di Depay nasce da un'imperdonabile svarione di Akpoguma. Ma è una gara che regala emozioni in quantità industriali e l'ultima perla arriva al 92', quando Joelinton, in sospetto fuorigioco, trafigge Lopes, chiudendo il match sul 3-3.

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SHAKHTAR DONETSK-MANCHESTER CITY 0-3

Archivia agevolmente la pratica ucraina il Manchester City di Pep Guardiola, andato al riposo già col doppio vantaggio, frutto delle reti di David Silva al 30' e di Laporte nove minuti più tardi. Alla luce del pareggio fra Hoffenheim Lione, la conquista della vetta della classifica del girone F è cosa fatta. Partita mai davvero in discussione e la traversa colpita dal capitano spagnolo già al 3' palesa uno squilibrio tecnico abissale fra le due forze in campo. Pressoché nulla la pressione dei ragazzi di Paulo Fonseca, le cui sporadiche sortite offensive vengono agevolmente arginate dalla difesa del City. Nella ripresa, gli 'Sky Blues' legittimano il successo continuando ad attaccare, seppur a ritmi più bassi, e trovano il tris con Bernardo Silva al 70' (entrato in campo da 30 secondi): va segnalato, tuttavia, come l'azione fosse, a monte, viziata da un tocco di mano di Stones.

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GIRONE G: REAL MADRID-VIKTORIA PLZEN 2-1

Rischia, tantissimo, il Real Madrid, ma conquista tre punti fondamentali e, complice la vittoria della Roma col Cska Mosca, vola in testa alla classifica del girone G, proprio in coabitazione dei giallorossi. Decide un colpo di testa di Benzema all'11', per il quattordicesimo anno consecutivo in gol in Champions League, trenta secondi dopo una clamorosa occasione fallita dal Viktoria Plzen. Cechi pericolosi in altre due occasioni nel corso del primo tempo ed uno spazientito pubblico del Bernabeu subissa di fischi le merengues al rientro negli spogliatoi. Fischi che caricano evidentemente il Real, che chiude i giochi in apertura di ripresa, grazie allo scavetto di Marcelo. Così, almeno, sembrerebbe. Per il Viktoria, invece, c'è il tempo di trovare una rete meritatissima, siglata da Hrosovsky al 79' ma, per il miracolo, è troppo tardi.

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