Pereyra dice sì al Torino

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Il centrocampista argentino del Watford ha fatto sapere che a giugno accetterebbe con entusiasmo i granata

TORINO - Il grande obiettivo per giugno è Roberto Pereyra, 28 anni (domani), centrocampista argentino, uno che sa il fatto suo. Grande protagonista nel Watford, società inglese di Premier di proprietà della famiglia Pozzo, il giocatore piace a Mazzarri che vede in lui l’uomo giusto per compiere un nuovo salto di qualità. Già quest’estate i granata hanno provato a prenderlo ma poi si sono orientati su altri obiettivi: Meité, per esempio, altro elemento che Petrachi seguiva da un po’ e che è riuscito ad acquistare grazie ad uno scambio con Barreca. Il giocatore è stato sondato dalla Roma, ma Cairo si sa che vuole blindare i suoi gioielli. Anche se nel mercato non bisogna mai dare nulla per scontato è difficile che Pereyra possa arrivare a Torino già a gennaio. Per per giugno, invece, tutto è possibile.

PRIMO SÌ - L’argentino, come dicevamo, sta giocando in premier nel Watford ed è uno dei migliori. La squadra occupa l’ottavo posto della classifica ma ha pochissime possibilità di centrare l’Europa. Troppo distante dalle posizioni che contano: l’Arsenal quinto è a dodici punti. Le motivazioni, quindi, sono gonfiabili. E lui accetterebbe con entusiasmo il ritorno in Italia, un campionato che è diventato la grande vetrina d’Europa: Pereyra, tra mite amici fidati che militano nel Belpaese, ha fatto sapere che non avrebbe difficoltà ad accettare il Toro. Torino, poi, è una città che conosce bene per aver giocato sull’altra sponda del Po. E il suo “desiderio” è arrivato anche ai dirigenti di via Arcivescovado. Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché "l’operazione di giugno" possa trasformarsi in realtà. Se poi il Toro dovesse conquistare un posto in Europa League tutto diventerebbe più facile perché il centrocampista, va da sé, punta ad apparizioni continentali. Uno dei suoi obiettivi è quello di riprendersi la Nazionale e giocando in Italia, con tanti argentini protagonisti, avrà una buona visibilità. Un’altra situazione che può spingerlo a Torino, oltre alla grande stima che ha nei confronti di Mazzarri. E questo, credete, non è un dettaglio.

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