La corsa senza fine dell'indiana Lilly Mary Thomas

Da Shanti Bhavan al Mantra Summits Challenge 2018

Ricordate la Nazionale di bob della Giamaica che partecipò per la prima volta alle Olimpiadi invernali, a Calgary, in Canada, nel 1988? La sua partecipazione, dai contorni tanto divertenti quanto emozionanti, è entrata di diritto nella storia dello sport. La Walt Disney Pictures ne ha addirittura tratto spunto per la realizzazione di “Quattro Sottozero” (Cool Runnings), film cult per tutti gli appassionati di sport.

Adesso la storia si ripete, ma ad altre latitudini e con diversi protagonisti. Il nuovo che avanza ha il nome di Lilly Mary Thomas. Sarà lei la prima donna indiana a partecipare, sulla distanza dei 50 Km, al Mantra Summits Challenge, la ultramaratona giunta alla sua terza edizione, in programma il prossimo 14 e 15 luglio, presso il Kaliandra Eco Resort, in Indonesia.

Lilly Mary correrà su e giù per le cime di Welirang, Arjuna, Kembar 1 e Puthunk Lesung in un percorso impervio che presenta un dislivello complessivo di 4189 metri.

Una gara massacrante che l’atleta indiana affronterà senza risparmiarsi grazie al duro allenamento cui l’ha sottoposta il suo coach Pranab Roy, capace di correre per 276 Km in 38 ore, a sua volta impegnato sulla distanza dei 75 Km.

“Fin da bambina ho sempre sognato di rappresentare il mio Paese in un evento sportivo internazionale. Ora che il mio sogno non è più tale provo un immenso orgoglio. Il merito va in larga parte al mio coach che mi ha allenato gratuitamente e ha sempre creduto in me” le parole condite con un filo di emozione di Lilly Mary Thomas.

Il suo primo passo verso la vetta Lilly l’ha compiuto in verità tanti anni fa quando ha studiato a Shanti Bhavan (letteralmente “Oasi di pace”), la scuola nell’estremo nord dello Stato del Tamil Nadu, a est di Bangalore, in India, fondata nel 1997 dal Dott. Abraham M. George.

Oggi Shanti Bhavan ospita 250 bambini di età compresa tra i 4 e i 18 anni, quelli che provengono dalle famiglie più povere dell’India senza acqua corrente ed elettricità. Una realtà descritta fedelmente da “Daughters of Destiny: The Journey of Shanti Bhavan”, la docu-serie originale di Netflix. “Voglio cogliere questa opportunità per ringraziare Shanti Bhavan per avermi dato la forza di rendermi libera, spezzando le catene della povertà. Il mio grazie più sentito va, in particolare, al Dr George che mi ha indicato la strada. Soprattutto grazie a lui ho iniziato questa corsa dell’umanità che non avrà mai fine”.

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