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Us Open, Federer sfida la maledizione statunitense: «Se sono in forma tutto è possibile» 

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© Getty Images
Il tennista elvetico ha ripercorso in un'intervista gli ultimi anni del torneo statunitense, col quale sembra avere un conto in sospeso: dopo i cinque successi consecutivi, la vittoria manca da 10 anni

TORINO - Cinque Slam di fila. All'alba del millennio, Roger Federer ha infilato la cinquina consecutiva sia sull'erba di Wimbledon (2003-2007) che sul cemento degli Us Open (2004-2008), intascando la metà della dote-record di 20 Slam. Ma, mentre ai The Championships si è ripetuto nel 2009 e poi ancora nel 2012 e l'anno scorso, toccando quota 8, a New York ha perso la finale 2009 e poi s'è ripresentato sotto il traguardo solo nel 2015, senza più rimpolpare il tesoretto Major che comprende anche sei Australian Open e un Roland Garros. Ora, sulla scia dello schiaffo rimediato da Novak Djokovic nella finale di Cincinnati, il "Re" parla della maledizione che sembra averlo colpito esattamente dieci anni fa. «Per rispondere correttamente alla domanda bisogna analizzare ogni singolo anno. Nel 2009 avrei dovuto vincere la finale contro Juan Martin Del Potro», racconta il campione svizzero. Per la cronaca, era stato avanti 6-3 5-4 30-0 e sembrava avere il match in pugno per un facile successo per tre set a zero ma s'era innervosito e aveva perso il set al tie-break, cedendo poi un altro tie-break al micidiale dritto dello scatenato 'Palito'. Quindi, stanco e deluso da se stesso, s'era arreso clamorosamente all'argentino, di sette anni più giovane.

LE FINALE PERSE E I PROBLEMI ALLA SCHIENA - Nei due anni successivi, Federer ha poi perso due semifinali praticamente in fotocopia, sempre da favorito, contro lo stesso avversario, Novak Djokovic, e sempre mancando due match point, sorprendendosi per la feroce resistenza del serbo. «Sono state due semifinali brutali, che ho perso buttando via match point, se ne avessi vinta una, avrei avuto buone chance poi in finale», ha detto lo svizzero. Nel 2013, poi, King Roger è scivolato su un'autentica buccia di banana, cedendo al veterano Tommy Robredo nel quarto turno: «Non ero in forma, per via della schiena». E nel 2014 si è arreso in semifinale a Berdych: «Tomas giocò davvero bene». E nel 2015? «Ho giocato in finale contro Djokovic, che giocò un po' meglio di me. Nel 2016 non ho giocato proprio e l'anno scorso ero infortunato e sono arrivato ai quarti, cedendo contro un avversario che ha giocato meglio di me. A Flushing Meadows ho sempre avuto le mie chance: se sono in forma al 100% tutto e' possible», ha concluso Federer.

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