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Serie B, pari e spettacolo. Benevento-Lecce da 0-3 a 3-3!

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© LAPRESSE
Volta, Ricci e Coda, in appena diciotto minuti, salvano Bucchi dalla figuraccia. Pugliesi perfetti per più di un'ora, poi il crollo

BENEVENTO - Il ritorno sulla Terra del Benevento ricalca in pieno la stagione appena vissuta in Paradiso. Una prima parte atroce, a tratti di pura agonia, seguita da un riscatto colmo d'orgoglio. Il Lecce, dopo sei anni di C, assapora un debutto da urlo, ma getta al vento in appena diciotto minuti una gara dominata non tanto da un punto di vista strettamente tecnico, ma certamente da uno tattico. La sicurezza data da un risultato così largo (3-0) a venti minuti dalla fine, per giunta in casa di una delle maggiori indiziate per la promozione, unito al debito d'ossigeno per il grande dispendio di energie, ha permesso al Benevento di risorgere dalle proprie ceneri e di raccogliere l'ovazione dei propri tifosi.

PRIMO TEMPO - Nella prima frazione di gioco, la Strega prova ad imporre il proprio gioco e si piazza in pianta stabile nella metà campo del Lecce, senza tuttavia riuscire a produrre occasioni particolarmente significative. Ci provano Di Chiara e Coda in avvio ma, dopo una ventina di minuti di lieve apprensione, la formazione ospite mette il naso al di là della propria metà campo e colpisce al primo vero tentativo: Pettinari serve Mancosu, che lascia partire un sinistro a giro dai 25 metri che scheggia il palo prima di gonfiare la rete. Imparabile per Puggioni. Il Benevento torna a prendere in mano il pallino del gioco, senza tuttavia riuscire a pungere. Piuttosto, è la tattica attendista di Liverani a dare i frutti migliori, resa imprevedibile dalle fiammate improvvise, specie dell'ex Falco, immarcabile per un Di Chiara in difficoltà. Il primo tempo si chiude con le timide proteste di Improta, contrastato fisicamente con astuzia e mestiere da Calderoni al momento di colpire la sfera di testa.

SECONDO TEMPO - Lo svantaggio di misura con cui va al riposo il Benevento assume i contorni della mazzata nel primo quarto della ripresa. Dopo un avvio sulla stessa falsariga dei primi 45', caratterizzato da sterili sortite offensive connotate da una mancanza d'inventiva e brillantezza al momento dell'ultimo passaggio, il Lecce trova sia il raddoppio, al 57', con Falco (abile a controllare il cross di Calderoni), sia il tris, in maniera piuttosto fortunosa (cross sbagliato di Fiamozzi che inganna Puggioni). Sembra l'epilogo di una gara senza storia, stravinta tatticamente da mister Liverani ai danni del collega Bucchi, ma il Lecce si adagia sugli allori e il Benevento trova un'inaspettata verve ed una carica agonistica che non lascia scampo agli avversari. La magia di Viola con un doppio sombrero in area, senza riuscire a calciare a rete, ed il miracolo di Vigorito su Nocerino danno il là alla rete di Volta, che nasce sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Stesso copione al 79': il miracolo dell'estremo difensore giallorosso su Coda fa da prologo al 2-3 di Ricci. Il Benevento ci crede, lo stadio è una bolgia e gli undici in campo, galvanizzati da una partita ripresa "per i capelli", fanno il resto: così, all'86', quel che accade sembra un film già visto. Coda lotta come un leone e protegge un pallone destinato a cadere in mani nemiche, crossa in area e Scavone, ingenuo e intimorito, trattiene Asencio. Calcio di rigore ineccepibile, che lo stesso Coda si incarica di tirare. E trasformare. In diciotto minuti, la rimonta è cosa fatta. Si chiude così una gara al cardiopalma. Sesto pareggio in nove gare in questa prima giornata di B.

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