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Torino, Ansaldi out almeno 40 giorni

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© LAPRESSE
Lieve lesione al legamento collaterale del ginocchio destro per il terzino

TORINO - Brutta storia. Il Toro perde un pilastro (che però è anche uno stantuffo) e ora benedice l’immediato positivo inserimento di Ola Aina, il baby già diventato insostituibile o quasi. Quando si dice il destino: al di là delle qualità dei singoli interpreti, se c’era un ruolo numericamente scoperto (o coperto al minimo sindacale), quello era il mestiere del terzino. E del terzino sinistro, in particolare. E cosa succede ora, dopo appena 2 giornate di campionato? Che il titolare di quelle zolle di prato si fa male, e si fa male anche abbastanza gravemente, pur se, a ripensarci, poteva andare decisamente peggio. Lo scontro tra Ansaldi e Vrsaljko, a metà del primo tempo domenica scorsa a San Siro, è infatti finito in... ospedale: e gli esami effettuati ieri al terzino di spinta granata hanno evidenziato, in sostanza, una lieve lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro (il bollettino ufficiale: «La risonanza magnetica cui è stato sottoposto Ansaldi ha confermato le valutazioni dello staff sanitario granata subito dopo l’infortunio: trauma distorsivo al ginocchio destro, con interessamento del compartimento mediale»). La qual cosa comporterà un’assenza dell’argentino per un lasso di tempo ancora non meglio precisato, tra un minimo di 40-45 giorni a un massimo di 50-60. Sulla carta, quindi, sino alla prima decade di ottobre: la lesione non è infatti grave come quella capitata a Belotti, tanto per intenderci, nella scorsa stagione. Ansaldi perderà di conseguenza le sfide contro Spal, Udinese, Napoli, Atalanta, Chievo e quasi certamente Frosinone (7 ottobre: 42 giorni dopo l’infortunio). Successivamente, il Toro giocherà a Bologna (il 21 ottobre, dopo una nuova sosta per le Nazionali: a 56 giorni di distanza dalla sfida con l’Inter). Per cui il rientro almeno in panchina di Ansaldi si può datare, al momento, proprio a cavallo tra queste due gare di campionato, tra visioni più o meno ottimistiche. Dipenderà ovviamente da come risponderà il giocatore alle cure e alla rieducazione. E, a maggior ragione, alle successive accelerazioni in allenamento, quando ricomincerà a forzare. Nell’attesa, come detto, c’è Ola Aina. E per fortuna che c’è questo Ola Aina!, viene da puntualizzare. Perché il terzino anglo-nigeriano si è subito imposto con qualità e personalità, abbandonando immediatamente l’etichetta di rincalzo ultimo arrivato.

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