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Napoli, De Laurentiis: «Non sono innamorato di Belotti, in attacco siamo in esubero»

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© LAPRESSE
Il presidente smentisce l'intenzione di intervenire sul mercato per sostituire Inglese, appena ceduto al Parma

NAPOLI - «Non sono innamorato di Belotti. Non voglio fare un torto a lui ma noi abbiamo una batteria tale di attaccanti che siamo in esubero». Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Radio Kiss Kiss Napoli facendo il punto sugli ultimi giorni di mercato. «Io - ha detto De Laurentiis rispondendo alle critiche di chi vorrebbe una nuova punta per il Napoli dopo la cessione di Inglese al Parma - a casa mia faccio quello che voglio. Ho rispetto dei collaboratori e dell'allenatore ma non ho bisogno di fare un colpo di teatro. Io a 69 anni non devo dimostrare più niente a nessuno».

L'ATTACCO - Analizzando il reparto offensivo del Napoli, il produttore cinematografico ha spiegato: «Che faccio prendo un'altra punta per non far giocare gli altri? Come centravanti abbiamo Verdi, Mertens e Milik, che dobbiamo fare con loro, lasciarli in panchina? Uno come Inglese che lo scorso anno ha fatto doppia cifra non lo potevo tenere in panchina, perché invece di valorizzarlo facendolo salire a 30-40 milioni lo avrei deprezzato a 6-7 milioni». Poi, sulla politica del calcio, dice: «Malago' e Fabbricini stanno operando bene? Falso. Sono i classici italiani che vogliono rimanere indenni da critiche. Sono i cosiddetti 'piacioni'. Ma se devi piacere non puoi prendere una posizione chiara. Cambieranno ben poco le cose».

PER GENOVA - De Laurentiis ha poi parlato della tragedia di Genova: «Dico al sindaco di Genova che di qualsiasi cosa hanno bisogno da parte di privati come Aurelio De Laurentiis, siamo qui a disposizione, per qualunque programma, anche per destinare a loro parte degli incassi». L'imprenditore ha criticato la politica: «Le istituzioni politiche - ha detto - invece di pensare al bene del cittadino, ultimamente hanno pensato solo a fare l'interesse dei partiti e non dell'Italia. E così stiamo scoprendo che viviamo in un Paese dai piedi d'argilla, e pensare che siamo il paese di Renzo Piano, che costruiamo ponti in tutto il mondo e poi ci sgretoliamo così. Genova è una città bellissima e mi dispiace molto».