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Juventus: la difesa balla ma ci pensa Allegri

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© Marco Canoniero
Otto tiri concessi, 3 gol subiti: troppi. Allegri le studia tutte per rialzare il muro

TORINO - A volte è anche una questione di sfortuna («Siamo rimasti in 10 per 30 secondi e abbiamo subito il gol», mancava Juan Cuadrado), ma il problema può essere risolto solo con il tempo. Vietato concedere troppe ripartenze: Massimiliano Allegri l’ha fatto capire nel post Parma e presto lo ripeterà ai suoi. Perché la Juventus già perforata tre volte in altrettante partite ufficiali fa notizia e per la difesa più forte degli ultimi 7 campionati, questi non sono buoni numeri. Il nodo legato alla maggiore penetrabilità della retroguardia (attenzione: non è fragilità, ma ben altro) per alcuni è strettamente connesso alla pazienza nella gestione del pallone, che ora come ora ai campioni d’Italia manca quando gli avversari vanno tenuti bassi: lo pensa, innanzitutto, il tecnico bianconero.

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Ma c’è chi sottolinea pure il posizionamento errato dei singoli nei momenti topici: Leonardo Bonucci, in questo senso, tra Chievo e Parma non è sembrato inappuntabile e come lui il resto del pacchetto arretrato. E’ vero, i risultati tendono a offuscare lacune che in avvio di stagione ci stanno. Però è certo che Max per primo non sia soddisfatto di un simile rendimento. Basti pensare che nell’arco del leggendario settennato juventino soltanto una volta la difesa aveva preso più gol: quattro nel torneo 2015-16, quello della strepitosa rimonta scudetto. Zero nel primo anno di Allegri, due alla terza stagione del livornese, due alla quarta.

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