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Vieri: «CR7 è il più forte. Ecco con chi lo farei giocare...»

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© Getty Images
L'ex bomber azzurro dà consigli ad Allegri e fa le carte al campionato: «Napoli, troppo presto per il turnover. Inter da scudetto? Non esiste l'anti-Juventus»

TORINO - Christian Vieri fa le carte al campionato parlando di Juventus, Napoli e Inter. «Cristiano Ronaldo ancora a secco? Bisogna lasciarlo stare - ha detto l'ex bomber azzurro ospite a 'Pressing' su Canale 5 -. In Italia siamo capaci di criticare anche lui ma il problema secondo me non esiste. Ha sempre fatto tantissimi gol. Lui vuole segnare e se avesse avuto fortuna avrebbe già fatto 5 reti in 3 partite. Significa che le occasioni le ha avute, è la palla che non vuole entrare. La Juve deve imparare a metterlo nelle condizioni di poter segnare e lui deve ambientarsi, è solo alla terza partita. Ha avuto molte occasioni, è sempre lì e si vede che è il più forte di tutti: prima o poi la palla entrerà. La Serie A e la Liga sono due campionati completamente diversi ma i gol li farà. Non so quanti ma li farà». Vieri dà poi consigli ad Allegri«Il partner d'attacco ideale per CR7? Io farei giocare sempre Douglas Costa e Dybala ma decide l'allenatore. I falli di Pjanic e di Cuadrado puniti solo col giallo? Per me erano tutti e due rossi»

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Il TONFO DEL NAPOLI - L'ex centravanti di Inter, Lazio, Torino e Juventus - esamina poi il tonfo del Napoli sul campo della Sampdoria«Troppo turnover per il Napoli? Cambiare alcuni giocatori serve ma il Napoli non ha giocato in settimana: in questo momento non avrei fatto turnover. Però io non sono l'allenatore. Il gol di tacco di Quagliarella? È stato un colpo d'istinto, quando ricevi quei cross non hai tempo per pensare. Un giudizio su Milik? È fortissimo. A Marassi non ha potuto fare niente, ha ricevuto pochissimi palloni ed era sempre raddoppiato. Ma resta un grandissimo attaccante».

SULL'INTER - Si passa poi all'Inter: «Le polemiche per Nainggolan in discoteca? Ognuno si conosce, ognuno sa come gestirsi e poi conta solo il campo. Anche perché se non rendi l'allenatore non ti fa giocare. Lui è forte, ha delle grandi qualità tecniche e contro il Bologna è stato il valore aggiunto per i nerazzurri». Vieri parla anche della ambizioni nerazzurre: «In Champions, per lo scudetto nessuna squadra può giocarsela con la Juventus. Non esiste nessuna anti-Juve. Il mio rapporto con i tifosi dell'Inter? Sono stati sei anni intensi e bellissimi».

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MILAN E NAZIONALE - C'è spazio anche per il Milan e per la Nazionale: «Cutrone può coesistere con Higuain? Sono due centravanti puri, quindi in teoria no, ma negli ultimi minuti, come contro la Roma, possono giocare insieme. Mancini è l'uomo giusto per la panchina azzurra? Sì, è bravissimo, ha grande esperienza, è stato uno dei migliori giocatori italiani e sa cosa deve fare: ha convocato molti giovani che è  la cosa fondamentale. Ci vorrà del tempo ma piano piano l'Italia tornerà a essere l'Italia. Convinto da Balotelli? Così e così. Si stava meglio prima o adesso? Stavo meglio prima quando giocavo. Quando sono partito dall'Australia per l'Italia avevo due sogni: giocare in Serie A e in Nazionale. Li ho realizzati e sono felice. Le tante squadre cambiate? In quei momenti dovevo prendere delle decisioni e le ho prese, alcune volte ho fatto bene altre meno ma non rimpiango niente. Il più forte con cui ho giocato? Ronaldo il 'Fenomeno'. Era velocissimo con una tecnica incredibile. Poi Mancini che era il mio idolo da bambino, Zidane, Del Piero, Totti, Inzaghi, Montella, Salas, Boksic, Crespo, Recoba: tutti grandissimi giocatori».

VITA PRIVATA - Ultimi pensieri per la sua vita privata e per vecchi "nemici" e amici: «La gravidanza della mia compagna? Fra poco diventerò papà e non vedo l'ora, è la cosa più bella che mi potesse capitare. A fine novembre arriverà una bimba. Ci sarà mai un chiarimento con Moratti? Non lo so, se mi invitasse per un caffé, lo prenderei macchiato caldo. Lotito? Non lo conosco. Legato alle squadre dove ho giocato? Sì, seguo con grande affetto tutte le mie ex squadre. Sono state tutte esperienze importanti per la mia crescita. Il ritorno di Maldini al Milan? Era ora. Lui ha fatto tutta la vita lì, ama il Milan ed è giusto che sia tornato».

(in collaborazione con Italpress)

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