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Finale Mondiali 2018: Deschamps carica la Francia, Croazia in ansia per Perisic

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Alla vigilia della sfida conclusiva che assegnerà la Coppa del Mondo hanno parlato i due ct e i capitani Lloris e Modric

TORINO - Il Mondiale di Putin volge al termine. Domani (ore 17) le nazionali di Francia e Croazia si contenderanno la Coppa del Mondo in una finale inedita: la tanto attesa ultima partita del torneo che si giocherà allo stadio Luzhniki di Mosca alla presenza di una dozzina tra capi di Stato e di governo. Gianni Infantino non ha nascosto la sua soddisfazione: i Mondiali di quest'anno per il presidente della Fifa sono stati «i migliori di sempre». Oggi nelle rispettive conferenze stampa hanno intanto parlato i due ct e i due capitani.

Francia-Croazia LIVE: segui la diretta domenica dalle ore 17

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QUI FRANCIA
Alla vigilia della finale per la Francia ha parlato Didier Deschamps: «Per un professionista non c'è niente di più bello, di più forte di poter giocare nella finale dei Mondiali». Secondo il ct dei 'galletti', la chiave per vincere sarà un equilibrio tra «sicurezza, serenità e concentrazione». La sconfitta nella finale dell'Europeo 2016 (contro il Portogallo del neo juventino Cristiano Ronaldo) dovrà invece servire da lezione alla squadra. «Nove giocatori della nazionale erano all'ultimo Europeo e sanno come è andata a finire ha detto Deschamps -. Quell'esperienza ci servirà da lezione, solo attraversando una situazione difficile si ha la possibilità di migliorare. Sappiamo che nella Croazia ci sono giocatori con grande esperienza di club mentre la nostra è una squadra giovane, a durante il torneo abbiamo più volte dimostrato di poter battere squadre con più esperienza di noi. Modric? Un giocatore con un'enorme intelligenza di gioco, con una grande influenza sulla sua squadra». 

PAROLA A LLORIS - Oltre al ct Deschamps per la Francia ha parlato anche il capitano Hugo Lloris: «Siamo ancora lontani dall'aver vinto la Coppa - ha detto in conferenza il portoere del Tottenham -. Domani affronteremo un avversario di grande qualità che ha le nostre stesse chance di vincere. Le qualità mentali e fisiche dimostrate dai croati sono incredibili ma la squadra è tranquilla anche se non so se abbiamo pienamente realizzato quanto siamo andati lontano. Contiamo sulla volontà interiore che ci guida dall'inizio, che ci ha dato la forza di affrontare tutte le sfide sul nostro cammino. L'Europeo 2016? Per chi era presente è stata una sconfitta difficile da digerire Non sapevamo se avremmo avuto un'altra opportunità di rappresentare il nostro paese. Domani avremo l'occasione di giocare una finale di Coppa del Mondo e dobbiamo dare tutto».

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QUI CROAZIA
Grande orgoglio e voglia di completare l'opera anche in casa Croazia«Se vinceremo la Coppa, nessuno sarà più orgoglioso di noi, che veniamo da una nazione così piccola - ha detto il ct Zlatko Dalic -. La Francia? Chi sia il nostro avversario non ci interessa, né le tradizioni, né le statistiche: sono fatte per essere abbattute. Sarà un momento che abbiamo meritato, è il match più importante della nostra vita». La squadra biancorossi, chiamati dai suoi focosi tifosi 'Vrateni' ('Fuoco Ardente'), in nome di un nazionalismo molto acceso, è da sempre la mina vagante del calcio continentale e mondiale. Salvo aver fallito sistematicamente tutti i grandi appuntamenti che contano. «Spero che domani sera ci siano quattro milioni di croati che festeggiano per strada - ha aggiunto Dalic secondo il quale il sostegno del popolo croato è una delle principali fonti di motivazione della squadra -. Siamo orgogliosi della gioia che abbiamo regalato al popolo croato. In Croazia le persone hanno messo da parte i problemi e le difficoltà, mostrando orgoglio e gioia. Vogliamo rappresentare la nazione nel modo più dignitoso possibileQuella di domani sarà la più grande delle partite ia per i giocatori che per la nostra gente. Siamo pronti a dare tutto e accettare la sconfitta con dignità se sarà necessario». Il ct è intanto in ansia per le condizioni dell'interista Perisic, che ha saltato al rifinitura a differenza del portitiere Subasic e dei difensori Vrsaljko, Strinic e Lovren - assenti ieri come il nerazzurro ma di tornati in campo oggi.

CAPITAN MODRIC - Ad accompagnare Dalic in conferenza stampa c'era anche il capitano Luka Modric«La gioia del nostro popolo ci rende orgogliosi. A prescindere dal risultato della finale, domani in Croazia ci sarà un terremoto - ha detto il regista del Real Madrid -. Siamo arrivati in finale grazie al nostro allenatore. Lui ha preso in mano la squadra in un momento difficile e ci ha trasmesso la fiducia in noi stessi. Siamo felici di averlo con noi». Già, perchè questo fino ad oggi anonimo tecnico bosniaco ingaggiato da Davor Suker a ridosso del playoff è stato il vero 'crac' dei biancorossi, essendo riuscito a trasformare una banda di talentuosi giocatori in una squadra vera, tendendo a freno temperamenti e caratteri (vedi Kalicic), una squadra che non guarda più alla miscela etnica (su tutti, il portiere-eroe Subasic, originario di Zara e figlio di una croata cattolica e di un serbo ortodosso), alla religione, al passato. In Croazia il Mondiale russo si è trasformato nella festa di tutti, a prescindere da come finirà la finale. E Modric sarebbe pronto a rinunciare al Pallone d'Oro per alzare la Coppa del Mondo insieme ai suoi compagni: «Mi fa piacere che si parli di me al riguardo, ma ora sono concentrato sulla finale. Non ambisco ai titoli individuali al momento».

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