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Milan, Bonucci: «Venderemo cara la pelle». Gattuso: «Come una finale di Coppa del Mondo»

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© LAPRESSE
Capitano e allenatore dei rossoneri hanno presentato la finale di Coppa Italia con la Juventus

ROMA - Leonardo Bonucci sfida ancora una volta il suo passato. Il difensore, capitano del Milan, affronterà domani sera la Juventus nella finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma.

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COME SI VINCE - "Vinceremo se in quelle due-tre occasioni che avremo saremo cinici. La Juve ha qualità e giocatori. Ha portato a casa uno scudetto magari non giocando benissimo, ma grazie alla qualità dei suoi giocatori".

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IL GOL ALLO STADIUM - "E' stata una gioia personale in primis, anche perché negli anni passati ho fatto sempre gol importanti e ho chiuso sempre con 4-5-6 gol. Quest'anno sono fermo a 2, ma la cosa che più mi preme è vincere il primo trofeo con la maglia del Milan e dare una svolta a questa stagione".

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VINCA IL MIGLIORE - "Consolare eventualmente Buffon? L'unica cosa che ho immaginato è quella di giocare una grande partita e portare la coppa a casa. Per abbracciare Gigi e gli altri ex compagni c'è tempo prima e dopo la partita. Non dovrò consolare nessuno e nessuno dovrà consolare me in caso di vittoria della Juve. Sono contento di giocare ancora una volta contro la squadra più forte d'Italia".

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LE DIFFERENZE - "Ho avuto la fortuna di giocare 7 anni con la Juve e imparare a vincere. Adesso ho la fortuna di giocare con il Milan e di scoprire cosa significa questo club. Gattuso è l'esempio massimo: ha vinto tutto. La Coppa Italia non ha la stessa importanza di una Champions League e l'Europa League, ma alzare un trofeo e farlo in questo anno avrebbe un valore diverso".

«VENDEREMO CARA LA PELLE» - "I cicli iniziano sempre con una vittoria. E speriamo che questo ciclo cominci domani sera. Da parte nostra c'è la massima voglia di portare a casa la Coppa. Venderemo cara la pelle, perché meritiamo questo trofeo, lo meritano i tifosi e la società. Spero di vivere una festa nella sua totalità. Vincere significherebbe qualificarsi in Europa League senza pensare alle prossime due partite che mancano in campionato. Se esulto anche domani? Poi si vedrà".

ALLEGRI E GATTUSO - "Sono entrambi molto attenti agli equilibri dello spogliatoio. Sono bravi a far sentire importanti tutti i giocatori della rosa".

IL RUOLO DI CAPITANO - "Il discorso non l'ho ancora fatto, non credo ce ne sarà bisogno. Ho visto la squadra molto carica e fiduciosa. Per i discorsi e gli stimoli ci pensa già Gattuso alla grande".

Dopo il capitano rossonero è stato il turno del tecnico, Gennaro Gattuso.

«COME UN MONDIALE» - "Perché dico che vincere la Coppa Italia è come vincere la Coppa del Mondo? PEr la squadra giovane che abbiamo, per l'entusiasmo dei 35 mila abbonati, dei milioni di tifosi che hanno voglia di tornare a vincere, questo si percepisce, si tocca con mano. Basta una scintilla per vedere un bel fuoco d'artificio. I ragazzi non li ho caricati, non serve. Questa partita si prepara da sola, ma loro sanno quanto è importante. La Juve ha una grande mentalità e dovremo fare qualcosa di straordinario. Dobbiamo concedere poco e nulla. A livello di singoli ha una qualità incredibile che gli ha permesso di vincere tante partite quest'anno. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo avere il braccino da tennista: ce la giocheremo con i nostri pregi e i nostri difetti. Ma anche loro hanno qualche difettuccio. Noi dobbiamo giocare con il DNA Juve: loro quando escono dal campo non sono nemmeno sudati" ironizza Gattuso per rendere l'idea della forza dei propri avversari.

LA FINALE DA ALLENATORE - "E' un mondo totalmente diverso. Da giocatore ero un pazzo scatenato, ero molto scaramantico, mi preparavo da solo. Oggi sento una pressione pazzesca addosso: sento i milioni di tifosi, la pressione dei giocatori, di chi mi vuole bene, non è facile. La cosa che mi fa rilassare di più è avere il fischietto in bocca e allenare per quell'ora e mezzo".

PIRLO E LA LUMACA - "Ho fatto anche di peggio di mangiare la lumaca. Io ho sempre creduto che per vincere ed essere una grande squadra ci vuole un grandissimo spogliatoio. In quel momento c'era da sdrammatizzare prima della semifinale con il Manchester United, pioveva, a Milanello c'erano dei lumaconi, anzi delle bisce. E siccome non mi fa schifo nulla...".

LE CONDIZIONI DI BIGLIA - "Biglia ha lavorato bene in questi 15 giorni. Ha fatto delle robe disumane, qualcosa che nessuno di noi si aspettava. Ha messo in difficoltà lo staff medico. Dalle 8 del mattino alle 7 di sera ha fatto di tutto per ritornare in tempo. Il Milan ha bisogno di giocatori così. Domani lo valuteremo, sicuramente non è al massimo, ma un uomo così è da apprezzare".

IL MONDO JUVE - "Da giocatore mi dava la sensazione, ma me la dà ancora adesso, di essere una squadra con grandissimo senso d'appartenenza e mentalità. Tutti i giocatori che indossano quella maglia sono orgogliosi, avvelenati. Non è facile fare ciò che ha fatto il club nella sua storia. Il Milan in questi ultimi anni ha avuto giocatori più tecnici, ma il mondo Juve mi ha sempre affascinato perché i suoi giocatori sono sempre pronti a battagliare".

«PERDERE LE FINALI È COME VINCERLE» - "Arrivare in finale di Champions è come vincerle. E' un qualcosa di straordinario. Quando si parla della Juve si parla di un club con grande storia che è abituato a vincere".