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Figc, i ribelli al Collegio: «Stop al commissariamento o Tar». E il Coni: «Materia cessata»

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© LAPRESSE
Viglione, avvocato di Lnd, Lega Pro, Aic e Aia, attacca: «Obbrobrio giuridico». Ma per la Procura generale del Comitato Olimpico il ricorso non ha più senso a partire dalla «convocazione dell'assemblea elettiva»

TORINO - «Faremmo un torto e un danno a tutti se facessimo uscire da questa udienza un obbrobrio giuridico che ovviamente ci porterebbe al Tar. Il commissario Fabbricini si deve fermare, con la convocazione dell'assemblea elettiva i suoi poteri cessano». Così l'avvocato Giancarlo Viglione, per conto delle componenti federali 'ribelli' (Lnd, Lega Pro, Aic Aia), rivolgendosi al Collegio di Garanzia in merito al ricorso contro la proroga del commissariamento della Figc. Nonostante sia stata convocata l'assemblea elettiva per il 22 ottobre, per le componenti persiste «il diritto di sapere se la pensate come l'autorità di vigilanza o no sull'illegittimità (della proroga del commissariamento, ndr) e in via subordinata se il commissario ad acta può inserire nello statuto i nuovi principi informatori con le quote rosa». Per la Procura generale del Coni, invece, «la materia del contendere è cessata con la convocazione dell'assemblea elettiva», come evidenziato dall'avvocato Federico Vecchio. «Il commissario ha una serie di poteri - ha aggiunto Vecchio - agisce per conto della Federazione e ritenere che oggi la funzione del commissario termini con la convocazione dell'assemblea sarebbe incomprensibile. Ci sarebbe una terra di nessuno davanti a noi difficile da comprendere come colmare». Dello stesso avviso anche l'avvocato Alberto Angeletti per conto del Coni: «Non capisco quale interesse perseguono le componenti federali che vogliono andare avanti con il ricorso - le parole di Angeletti rivolgendosi al Collegio -. Tutto quello che è stato fatto fino a oggi, come nuove Noif o l'adeguamento elettorale, sono fatti nuovi successivi al ricorso: servirebbe un nuovo ricorso».