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Le cassandre che salteranno sul carro

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© Massimiliano Vitez/Ag. Aldo Liverani
L'editoriale del Direttore di Tuttosport dedicato a Cristiano Ronaldo

Al tempo in cui non c’erano i social, infestati da analfabeti di calcio e non soltanto di calcio, un grande allenatore italiano amava fare la raccolta delle critiche mosse a lui e alla sua squadra. Ritagliava gli articoli più velenosi e, a uno a uno, li affiggeva nello spogliatoio. Sotto scriveva: «Leggete che cosa dicono di voi e ricordatevelo quando andrete in campo. Soprattutto quando vincerete la Champions League». Non sappiamo se abbia tempo e voglia di fare altrettanto Cristiano Ronaldo, che di Champions ne ha vinte 5, tante quante i suoi Palloni d’Oro, in Champions ha segnato 121 gol, in carriera sinora ne ha realizzati 658 (573 nei club e 85 in Nazionale). Sappiamo che le surreali critiche al fuoriclasse portoghese perché dopo tre giornate è ancora a secco, sono come acqua che scivola sui vetri. Appartengono alla superficialità e alla sciatteria degli sputasentenze che le partite non vedono o, se le vedono, si limitano a compulsare il tabellino dei marcatori. Non serve nemmeno citare le stagioni precedenti in cui Cristiano non è andato a segno subito o addirittura dopo sette giornate, salvo poi bombardare ad alzo zero i portieri avversari. Nell’ultima annata con il Real, ad esempio, fra Liga e coppe il suo bilancio è stato di 44 gare e 44 reti. La verità è che il portoghese, pur non essendo ancora al cento per cento della condizione e pur essendo smanioso di trovare il successo personale, si è messo con umiltà al servizio della squadra. Lo dimostrano i numeri delle sue prestazioni e, si sa, i numeri schiacciano le parole. Lo conferma il fulminante avvio di Mandzukic che beneficia del gioco e della presenza di Ronaldo. Lo corrobora la decisione del giocatore di rinunciare al doppio impegno con il Portogallo per sfruttare al meglio la sosta del campionato lavorando sodo alla Continassa. Da metà settembre la Juve, al pari delle altre squadre impegnate nelle coppe europee, andrà in campo ogni tre giorni. Conoscendo l’orgogliosa determinazione di Ronaldo, la sua principale preoccupazione non sarà segnare. Ma, dopo averlo fatto, contare quante cassandre pentite salteranno sul suo carro.