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Promozione - Il cuore del Città di Verbania

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© calcio.verbania.it
Accademia Borgomanero stesa e agganciata in vetta

Vincere così vale doppio, forse triplo. E non è solo una questione di classifica, non solo una questione di ambizioni. C’entra qualcosa di molto più profondo.

Succede che in una gelida domenica pomeriggio, se pur nella rovente atmosfera del Pedroli, si affrontino prima (Accademia Borgomanero) e seconda (Città di Verbania) del girone A di Promozione: inevitabilmente è big match. Stimoli a mille, adrenalina, nervosismo - tanto - è tutto ciò che una partita del genere comporta. Ci sono tre punti di distanza tra le due compagini: una differenza minima, precaria e sottile. Quindi? Quindi è battaglia. È una partita ricca di emozioni e occasioni, sprecate per lo più, da entrambe le parti. Equilibrio, comunque, è la prima parola che sovviene assistendo ai 40 minuti iniziali di gioco. 40 minuti, non oltre, poi cambia tutto.

Intervento scomposto del capitano di casa, Stefano Calloni, ai danni di Silva Fernandez. La direttrice di gara, Gasperotti di Rovereto, esibisce il giallo al 10 del Città di Verbania. Poi sono vibranti proteste, un po’ troppo vibranti evidentemente, perché il successivo cartellino estratto dall’arbitro è di colore rosso. Questo significa che la squadra di Talarico deve affrontare più di un tempo in inferiorità numerica contro la corazzata prima in classifica. Follia. Portare a casa un onesto 0-0 sarebbe un’impresa. E invece nulla di tutto ciò.

C’è qualcosa di diverso negli occhi dei giocatori del Città di Verbania nella ripresa. Una scintilla che spinge a dare di più, di più e ancora di più. E nel secondo tempo chi se lo ricorda più che è l’Accademia a giocare in undici? I padroni di casa combattono, corrono, soffrono, rischiano anche ma resistono. E poi, ecco che accade l’imponderabile. Al 22’ Riccardo Bini si avventa, con una voglia grande così, su un pallone scodellato in area: tocco in progressione di testa, Fontaneto gli frana addosso ed è sempre rigore. Quindi quei secondi: quella frazione di tempo che intercorre tra il fischio dell’arbitro e l’esecuzione dal dischetto. La tensione che annebbia la vista di Bini, le gambe che un po’ tremano, il battito accelerato. Ma poi via e la sfera entra (anche se Tornatora ci era andato molto vicino). Il 9 verbanese, da grande ex dell’incontro, trasforma il rigore da lui stesso conquistato. È delirio al Pedroli per la centesima marcatura negli scontri diretti fra le due compagini. 

I novaresi a quel punto, inevitabilmente, escono dal match. Il contraccolpo psicologico è troppo grande. Quasi quanto la forza di volontà della banda Talarico che traghetta l’1-0 fino al 90’. Poi è solo festa mista ad incredulità per quanto compiuto. La volata per l’Eccellenza è appena iniziata così come le emozioni di un duello che, verosimilmente, si risolverà solo a fine campionato. Bonan starà già preparando la rivincita? Il primo round al cuore, gigantesco, del Città di Verbania.