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Sei Nazioni, O'Shea: «Sono orgoglioso della squadra»

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© AFPS
Le dichiarazioni del tecnico irlandese nella conferenza stampa dopo il ko dell'Italia contro la Francia. Il capitano azzurro Parisse: «Questo gruppo ha cuore»

TORINO-  «Abbiamo preparato la partita contro la Francia per vincerla, come sempre. Ma sapevamo che sarebbe stata molto dura, contro una grande squadra, che era sotto pressione. Dopo cinquanta minuti, sul 14-10, loro hanno avuto alcune opportunità e anche noi. Pensavo potessimo mettere pressione su di loro nell'ultimo quarto di gara, ma la partita ha preso una via differente nel finale». Così il ct dell'Italrugby, Conor O'Shea, nella conferenza stampa post-partita a Marsiglia, a conclusione della terza giornata del Sei Nazioni 2018.

«Sono orgoglioso della squadra perché quella contro i francesi era una sfida molto dura per noi», ha spiegato. «Per noi è difficile commentare le sconfitte, perché vogliamo vincere oggi e in futuro, ma dobbiamo imparare a stare a questo livello. Abbiamo tanti giocatori con poca esperienza che in questi mesi stanno imparando molto». «Ho visto lo spirito giusto sul campo, ma la nostra disciplina sotto pressione e la nostra conquista non sono state all'altezza della Francia» ha aggiunto il tecnico irlandese. «L'unico modo per imparare a stare a questo livello è giocarci, essere sotto pressione, venire messi in difficoltà. La cosa più importante da imparare in ogni partita è che il livello del gioco è cambiato da cinque, dieci anni fa. Sono sicuro - ha proseguito - che questo gruppo sia il futuro dell'Italia, ma dobbiamo ancora imparare molto».

«La Francia è stata migliore di noi, ma ci sono state occasioni in cui abbiamo messo loro pressione e creato loro dei dubbi, e altre in cui non siamo riusciti a farlo. Non siamo qui per noi stessi, per il nostro ego: siamo qui per fare i cambiamenti necessari per il rugby in Italia e continueremo a lavorare in questa direzione» ha detto O'Shea. «Stiamo creando una nuova squadra, questo è il miglior gruppo possibile. Abbiamo un gruppo che sta imparando un nuovo livello di gioco, alcuni atleti già sono pronti, altri stanno apprendendo come potersi confrontare nel rugby internazionale. Ci sono ragazzi come Minozzi e Negri che hanno già ora l'abilità per giocare nel Torneo, e la competizione interna non potrà che aumentare quando rientreranno dagli infortuni i vari Morisi, Campagnaro, Sarto, Esposito, Gega, Licata. Ma non voglio pensare a chi non c'era contro la Francia, perché sono fiero di quello che hanno fatto i ragazzi sul campo» ha sottolineato il ct azzurro. «Odio perdere e odio dover spiegare i motivi di una sconfitta, siamo tutte persone competitive in Squadra ma siamo anche uomini realistici e conosciamo la portata della sfida. Il nostro è un lavoro difficile, una sfida durissima. Ma proprio per questo amo il mio lavoro» ha concluso O'Shea.

 

PARISSE - Prende parola anche il capitano azzurro, Sergio Parisse: «Non abbiamo un problema fisico, è possibile a questo livello che dopo cinquanta, sessanta minuti una gara possa prendere una direzione sulla base di singoli episodi. Sul 14-10 Negri ha fatto un bel break che avrebbe potuto cambiare la partita, ma sul turn-over successivo l'energia del match è cambiata, è stato un momento chiave della partita». «Quando vedo i miei compagni non mollare mai, dare tutto, io sono orgoglioso di loro e continuerò a lavorare per aiutarli. Sono sicuro - ha continuato - che queste gare aiuteranno la squadra ad acquisire l'esperienza necessaria per questo livello. Anche io ho perso molto da giovane e mi è servito a migliorare come giocatore e oggi il mio compito è essere un esempio per loro». «Il cuore non lo puoi allenare, o lo hai o non lo hai. Questo gruppo lo ha: questo gruppo crede pienamente nel lavoro che stiamo facendo e questo, la nostra unione, può aiutarci a superare le difficoltà», ha concluso Parisse. Il pilone dell'Italrugby Andrea Lovotti pensa che «la strada sia quella giusta, i risultati arriveranno».

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